Daitarn III

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Signori miei, ecco a voi un signor cartone animato: “Daitarn III”. La storia ha inizio su Marte dove vive Haran Banjo, figlio del dottor Haran, il creatore dei Meganoidi, una nuova razza di cyborg dotati di una volontà propria. La famiglia di Banjo viene sterminata proprio dai Meganoidi e Banjo parte da Marte per rifugiarsi sulla Terra portando con sè il Daitarn III a bordo di un missile spaziale carico di tonnellate d’oro. Coadiuvato dal suo maggiordomo Garrison e da Beauty e Reika, due sue fidate collaboratrici, e da Toppy, un orfanello, Banjo combatte col robot i vari comandanti meganoidi che obbediscono agli ordini di Don Zauker, il primo prototipo di meganoide, e di Koros, sua fedele assistente e interprete, legata a Don Zaucher da un morboso rapporto.

“Daitarn III” è nato dallo stesso creatore di “Gundam”. A differenza degli altri robottoni che andavano in voga in quel periodo, “Daitarn III” si è contraddistinto per il tono giocoso che spesso pervadeva in ogni puntata, anche in situazione altamente drammatiche. Quindi si potrebbe dire che “Daitarn III” prendeva un po’ in giro gli stereotipi dei robot in tv e anche i personaggi sono un po’ una parodia dei protagonisti degli altri cartoni: basti pensare a Banjo, tanto bello quanto buffo, oppure Reika e Beauty, parodia della bellona di turno che affianca sempre il protagonista. Inoltre la serie è ricca di citazioni i oriferimenti al mondo del cinema e degli altri robot. Il tutto condito con un’ambientazione in puro stile anni ’70 e con una colonna sonora da brivido. Per questi motivi “Daitarn III” è un robot molto atipico, portando la lotta del bene contro il male a uno strano livello, dato che anche i cattivi, impersonati dai vari comandanti Meganoidi che si susseguono, a volte davano origine a siparietti alquanto comici.

Prodotta in Giappone verso la fine degli anni ’70, in Italia “Daitarn III” andò in onda la prima volta nel 1980 su diverse emittenti locali, riscuotendo un successo incredibile, cosa che invece sembra non essere accaduta nel paese del Sol Levante. Ogni tanto le varie emittenti locali lo ripropongono, riscuotendo sempre un buon successo. Furono realizzati in seguto anche dei dvd con tutti i 40 episodi e ad oggi risultano fra i più venduti.

donzaukerkoros

La sigla, cantata dai Micronauti, è semplicemente straordinaria, sia per la parte tecnica (il giro di basso è semplicemente fantastico) che per la melodia e l’arrangiamento. Sicuramente uno dei cartoni più belli dei primissimi anni 80. Ultimamente è stato sottoposto ad un ridoppiaggio ma io vi consiglio di vedere le puntate col doppiaggio originale perchè è molto più bello. Vi posto anche la videosigla per gustare a pieno alcune immagini di questo piccolo capolavoro dell’animazione giapponese.

Voto al cartone: 9+

Voto alla sigla: 10

Fattore anni 80: 9+

 

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