La welcome week

Era un po’ che non mi cimentavo con le trashcronache ma questa welcome week a cui ho partecipato capitava a fagiuolo. Trattasi di 3 giorni in cui spiegano ai nuovi assunti di “Avanzi” la politica dell’azienda, le procedure per la vendita e per la misurazione della vista e tante altre cose, tutto spesato dall’azienda, viaggio e albergo incluso. Ma procediamo con ordine.
Day 1
Parto da Ferrara col treno regionale per Bologna: un treno a dir poco decrepito che sembra la succursale dell’Europa dell’Est in quanto il vagone su cui mi trovo è tutto un brulicare di uomini e donne di stirpe dinarica. Arrivo a Bologna e da qui prendo il treno per Milano. Arrivato alla stazione, seguo le indicazioni che mi sono arrivate via mail per raggiungere l’albergo… o almeno così credevo io: le indicazioni in questione riguardavano il percorso da eseguire per raggiungere il luogo per la welcome week, quindi mi son ritrovato alle 22:40 in mezzo a Trezzano sul Naviglio al freddo e al gelo e sopratuuto lontanissimo dall’albergo, ragion per cui chiamo un taxi e mi faccio portare all’albergo. L’edificio in questione si trova in una ridente strada ben affollata da signorine poco vestite e il tassista mi dice “Ecco, qui trovi le puttane e i travestiti se hai voglia di divertirti!”… Che bello, grazie mille, non sapevo cosa fare stasera, l’idea di vedere Bruno Vespa che parla di Cogne col plastico della casa della Franzoni effettivamente non mi allettava granchè. L’albergo è davvero caruccio però e la stanza ben riscaldata ed accogliente e soprattutto è tutta per me. Dopo una bella doccia calda passo una buona oretta al telefono con mia madre e con Lino e poi vado a nanna.
Day 2
Mi sveglio presto e guardo fuori dalla finestra e mi accordo che la mia stanza affaccia proprio sul naviglio: un corso d’acqua senza corrente, immobile, fermo lì, coperto da una spessa coltre di nebbia che a confronto Silent Hill sembra Santo Domingo. Scendo a fare colazione e ancora non ho incontrato nessuno dell’azienda. Mi reco al luogo dell’incontro sempre in taxi e qui finalmente faccio conoscenza con gli altri ragazzi e qui è d’obbligo una descrizione ben dettagliata di ognuno di loro.
Cristian: mi metto per primo in quanto sono stato ribattezzato “call center” all’unanimità per il mio tempo passato al cellulare appena posso; diciamo che sono stato un po’ la nota comica di questi giorni perchè appena prendevo il telefono, scoppiavano tutti a ridere.
Sonia: milanese doc e completamente griffata fino alle unghie, ragazza in gamba anche se ci ho parlato poco a dir la verità.
Michele: ex ragazzo immagine di una discoteca, ha 21 anni ma ne dimostra almeno il doppio poichè è ingrasato a seguito di una profonda epressione: tesoro, torna come prima perchè mi hai fatto vedere le tue foto e, credimi, ne vale la pena.
Beatrice: un cartone animato vivente; prima lavorava in un negozio di abbigliamento per bimbi ma se n’è andata poichè i pargoli quando la vedevano scoppiavano in lacrime.
Antonio: l’altro ragazzo di Napoli che lavora a Roma, molto serafico, per dire una cosa ci metteva almeno un quarto d’ora, facendoci produrre litri e litri di latte alle ginocchia; bel ragazzo e di solito arrivava sempre un po’ in ritardo in qualunque posto dovessimo andare.
Fernanda: brasiliana, bellissima ragazza, sposata da circa 4 anni, è la gatta morta del gruppo poichè miagolava sempre nei confronti di Antonio, su cui era palese che avrebbe voluto affilarsi le unghie
Florence: la cosmopolita del gruppo, filippina ma nata e cresciuta in Italia, è quella con cui ho legato di più, piena di vitalità e di allegria.
Francesco: il veronese, prima faceva il fattorino per “Avanzi”, è quello che ha chiacchierato più di tutti, taglio di capelli orrendo (mi verrebbe da dire che lui li ha almeno)
Andrea: sicuramente il più carino del gruppo, preso di mira da Laura che gli si proponeva in tutti i modi ma lui non l’ha calcolata manco di striscio (Bravo!!!); bravo ottico e optometrista, era l’unico single dell’allegra brigata (ma come, proprio lui???)
Laura: una delle due ragazze di Udine, mi stava sulle scatole poichè molto sprucida e acida, ha tentato di darla ad Andrea ma lui l ha dato il 2 di picche… ben le sta!!!
Giulia: la collega di Laura ma, a differenza sua, molto più simpatica e socievole
Mario: il marchigiano; quando l’ho visto mi è venuto un colpo poichè è abbastanza bruttino e con un look che mi ricorda i clown del circo di Moira Orfei; convive col compagno in una fattoria e ho avuto questa visione bucolica della sua vita quando mi ha detto che lui tutte le mattine porta i cani al lago vicinissimo casa sua a scorazzare mentre sorseggia una tazza di caffè bollente… aaaahhh…
Diego: una vera e propria prima donna, completamente tutta femmina, ha la passione per le auto d’epoca: beh, meglio quelle che le portaerei della Seconda Guerra Mndiale, no?
Elisa: eccolo qui il caso umano del gruppo, poichè si è sposata molto giovane e si è separata dopo pochissimi anni di matrimonio però ha una gran voglia di rivincita e una grinta unica nel suo genere.
 
La mattina passa tra le presentazioni e le nostre prime impressioni sull’azienda e procede così fino alle 18, quando torniamo in albergo per darci una sistematina poichè la sera si usciva per la cena… in pizzeria!!! Ma come? La pizza a Milano? Beh, spero che siano napoletani… a me piace sperare… e infatti mi servono una pizza sottile e croccante che nemmeno i biscotti di Castellammare sono di questa consistenza. E dopo il tizio del locale proprio a me si azzarda a chiedere “Allora, era buona?” e io, falsissimo come un cd masterizzato, rispondo “Sììììììììììììììììììììì, ceeeeeeeeeeeeeeeerrrrrrrrrtooooooo!!!”
Day 3
La giornata prevede per chi è ottico come me una lezione sulle procedure di rifrazione e il tizio che ne parla mi sembra di conoscerlo: e ti credo, è Rob erto felician, un ragazzo che quando aveva 17 anni ha fatto uno stage di 2 mesi al mio negozio. Dopo la carrambata della giornata, la giornata procede veloissima e infatti finiamo anche abbastanza presto. il pomeriggio lo passiamo nelle camere tra confidenze, scambi di opinioni e svuotamenti del frigobar. Finalmente si va a cenare nel ristorante dell’albergo e qui ci facciamo male di brutto col vino, specialmente il sottoscritto che ne fa un abuso a dir poco mostruoso. Dopo cena, dico che vado un attimo a darmi una sciacquata di viso e poi li raggiungo nella stanza di Florence ma cado sul letto con un sonno mostruoso.
Day 4
La giornata prevede le tecniche di vendita e procede con alcuni dibattiti sui problemi di ogni giorno sul posto di lavoro. Io taglio la corda verso le 16 perchè ho il treno e intanto mi vedo con Luigi, un mio amico di chat trasferitosi a Milano con cui non mi ero mai incontrato. Dopo un’oretta di chiacchiere, prendo il mio Eurostar che parte con 30 minuti di ritardo e così la coincidenza a Bologna è persa. Per fortuna c’è un treno 10 minuti dopo il mio arrivo e così salgo su quest’altro eurostar e mi siedo di fronte a una che sembra la fotocopia di Gloria Gaynor che litiga con uno al cell in una lingua incomprensibile. Arrivo a Ferrara alle 22:30 e il viaggio mica è finito qui perchè da Ferrara a casa mia c’è ancora un’altra oretta scarsa di auto, aggravata dal fatto che molte strade son state chiuse per lavori quindi ho allungato il tragitto. Arrivo a casa quasi a mezzanotte e in tutto questo devo ancora farmi una doccia e cenare. Che bel ritorno, eh? Beh, il risultato è che mi sono divertito un casino con persone che probabilmente non rivedrò mai più in vita mia e meno male che sono andato, visto che avevo bisogno di staccare un po’ dalla monotonia del negozio.
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