Gita a Gardaland

Mercoledì mi sono concesso una gita fuori porta e sono andato a Gardaland. Forse voi non lo sapete ma io sono letteralmente pazzo dei parchi di divertimento (sì, sono un bambinone!!!). La sveglia suona molto presto visto che devo farmi poco più di 2 ore di viaggio in auto. Per l’occasione sparo nello stereo uno dei cd degli anni 70, alzando il volume a palla quando arriva il momento delle Ritchie Family, di Gloria Gaynor e Boney M. Dopo la prima mezz’ora di viaggio mi fermo ad un autogrill sia per fare rifornimento all’auto e per fare colazione con cappuccio e cornetto. Passo un po’ di temo al bancone del bar e il cappuccio non lo vedo: se ne sono dimenticati. Beh, finalmente dopo averlo degustato, mi rimetto in viaggio. Dopo un bel po’ il navigatore mi fa uscire a Verona per poi farmi prendere una tangenziale. Ma la zona di Verona è meglio delle montane russe: curve strettissime, incroci pericolosi dove il semaforo verde dura pochissimi secondi, rotonde iperboliche… ma io resto qui a farmi un giro in auto, che me ne faccio del Blu Tornado??? Vabbè, proseguiamo e finalmente arriviamo fuori al parco. Fila per il biglietto d’ingresso: ovviamente perennemente ferma perchè quelle perennemente ferme le acchiappo tutte io. Per fortuna apre lo sportello affianco e mi ci fiondo. prendo il biglietto e mi accorgo che la tizia che bloccava la precedente fila era ancora lì che perdeva tempo: biglietto di Gardaland 30 euro, vedere la deficiente che perde ancora tempo allo sportello mentre tu hai già pagato non ha prezzo!!! Si entra e ho l’impressione che il verde del parco sia stato rinfoltito, come se gli alberi fossero pure molto più alti. Raggiungo Barbara al Mammut, la nuova attrazione. Lei aspettava me mentre il marito Davide e il figlio Michael sono sull’attrazione. Aspettiamo che escano ma li vediamo solo dopo mezz’ora che li aspettavamo. Inizia il tour per le attrazioni. Giro nelle Jungle Rapids, dove ci innaffiamo leggermente ma col caldo che fa ci vuole proprio. Da una giostra acquatica ad un’altra: Fuga da Atlantide. Assolutamente meravigliosa (beh, in fondo sono due salite e due discese ma è molto coreografica). Quindi ci dirigiamo alla volta del Mammut, un trenino he corre all’impazzata lungo discese ripidissime, curve parboliche e ghiacciai: ne sono praticamente innamorato. Ovviamente non ho intenzione di andare nè sul Blu Tornado e sul Sequoia Adventure perchè mi fan paura e soprattutto non ho intenzione di andare sullo Space Vertigo poichè la prima e unica volta che ci sono andato mi è arrivato lo stomaco direttamente al cervello: io sulle giostre ci vado per divertirmi, non per sentirmi male. Dopo qualche latro giretto, vorremmo pranzare e dicidiamo per il fast food. Ci dirigiamo a quello del villaggio dei pirati ma troviamo un disastro di fila che non ho visto in nessuna delle attrazioni precedentemente visitate, quindi ripieghiamo al fast food del Blu Tornado, in stile McDonald’s pe rintenderci. Dopo un pasto frugale e veloce ci dirigiamo verso quelle attrazioni che permettono una facile digestione e conciliano pure il sonno e cioè la Valle dei Re e i Corsari. Quindi ci dirigiamo al delfinario. Appena entriamo mi sorride un ragazzo molto carino che continua a guardarmi fin quando non mi siedo: ok, ho capito, è gay. E infatti me ne rendo conto quando parla perchè il presentatore delo show e parla e si muove in maniera un po’ effemminata (vabbè, può darsi pure ce mi sbagli io, eh!). Intanto vicino a me è seduta una bimba di pochissimi anni che si aggrappa al mio pantalone effettuandomi una ceretta completamente gratuita e quel cretino del padre manco se la pigliava in braccio o la scaraventava direttamente nella vasca coi delfini. Lo spettacolo è un po’ noioso, me lo ricordavo più accattivante ma dopo una decina di minuti finisce e andiamo giù nella galleria acquatica per ammirare i deflini nelle vasche: appena entriamo uno dei delfini ci fa vedere come fa la popò… che caaaaaaaaaaaaro!!!!! Bene, dopo queste disquisizioni che farebbero morir d’invidia Piero Angela e tutto il mondo di Quark, continuiamo il nostro viaggio e m’innamoro di un’altra attrazione e cioè Time Voyager, spettacoo cinematografico in 4D davvero strabiliante che è stato messo su l’anno scorso. Dopo esserci bagnati completamente nei tronchi di Colorado, decidiamo che è giunta l’ora di una scarica di adrenalina quindi puntiamo diritti al Magic Mountain, dove ci attendono giri della morte e doppi avvitamenti. Quindi andiamo verso le Kaffetassen, per uno scuotimento generale del cibo precedentemente mangiato. Dopo lo scuotimento, preferiamo unga, la giostra del eprcorso africano sull’acqua e io prego gli altri afinchè andiamo alla Magic House, da cui usciamo completamente rincoglioniti. Il parco sta quasi per chiudere e io mi dirigo per l’ultimo giro su Ikarus: no, c***o, è già chiuso!!!! Ma porca vaccaccia!!! Peccato. Beh, ci andrò la prossima volta. Ho intenzione di tornarci al più presto, poichè io amo Gardaland più di qualsiasi altro parco italiano
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