Gackeen, il robot magnetico

Col 2010 riparte anche la rubrica sui cartoni animati e oggi vi parlo di uno che mi ha sempre fatto impazzire: “Gackeen il robot magnetico”. Protagonisti di questa storia ambientata in Giappone sono Takeru, un ragazzo esperto di arti marziali sopravvissuto ad un incidente in cui ha perso la vita sua madre, e Mai, la figlia del professor Kazuki, che ha condotto esperimenti sui ragazzi per trasformarli nell’uomo magnete plus e nell’uomo magnete minus, che uniti formano la parte centrale di Gackeen, un robot magnetico. Gackeen dovrà vedersela con le truppe degli Izariti, un popolo extraterrestre che già 200.000 anni fa provò a conquistare la Terra ma per ragioni climatiche si rifugiò nelle profondità dell’oceano per tornare ora più forti che mai e per prendere possesso del nostro pianeta. Guidati dal Comandante Brain coi sottoposti Staffy, Kokrow, Radar Robot e Ombra, gli Izariti mandano contro Gackeen i mostri sintetici, ibridi fra piante e animali.

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“Gackeen, il robot magnetico”ha catturato l’attenzione per le analogie che ha con un altro robot, cioè “Jeeg Robot d’acciaio”: infatti come quest’ultimo è un robot che funziona grazie all’energia magnetica e che non ha un pilota al suo interno; inoltre i nemici in entrambe le serie sono rimasti assopiti nelle profondità della Terra per moltissimi anni. Si potrebbe pensare quasi a un plagio ma “Gackeen il robot magnetico” ha saputo sviluppare una sua personalità che lo ha portato ad essere molto amato dai fans anche di “Jeeg Robot d’acciaio”. Come tutti i cartoni sui robots, è incentrato moltissimo sull’eterna lotta fra bene e male con un occhio di riguardo agli esperimenti scientifici e sull’etica da adottare su questi ultimi.
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Prodotto dalla Toei Animation nel 1976, è stato trasmesso per la prima volta in Italia sulle reti regionali nel 1980 riscuotendo un buon successo. La grafica è molto buona e le puntate sono sempre molto avvincenti e i combattimenti con i mostri davvero spettacolari. In Italia sono arrivati solo 26 puntate ma in una edizione per l’home video sono stati aggiunti gli episodi mancanti per un totale di 39 puntate, anche se hanno un doppiaggio differente.
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La sigla fu affidata ai MiniRobots e vanta un giro di basso fenomenale e a mio avviso è una delle più belle tra le sigle sui robots. Ve la faccio ascoltare e spero che vi piaccia tanto o almeno quanto piace a me.

Voto al cartone: 7

Voto alla sigla: 10 e lode

Fattore anni ’80: 6,5


 

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