Evelyn e la magia di un sogno d’amore

Eccoci per un’altra puntata sui cartoni animati e oggi vi parlo di “Evenlyn e la magia di un sogno d’amore”. La protagonista è Evelyn, una ragazzina di 11 anni che, dopo aver vissuto in Africa per tanti anni, torna in Giappone ma durante il viaggio di ritorno l’aereo viene risucchiato in una dimensione parallela chiamata Lovely Dream; qui la ragazzina incontra tre Kappa, dei buffi ominidi verdi, i quali le spiegano che il loro mondo è legato al nostro tramite i sogni umani, ma che tuttavia la maggior parte di essi non riesce a superare la barriera di Lovely Dream congelandosi prima di realizzarsi. Solo l’energia dell’amore può scongelare questi sogni e riportare la primavera in tale mondo sempre più ibernato; viene così chiesto aiuto alla bambina a cui viene donato un cerchietto magico con cui potrà raccogliere l’energia d’amore ogni volta che ne farà uso. Accettando, Evelyn si ritrova così immersa nella frenetica vita di Tokyo e con dei poteri in mano, che scoprirà, sin dal suo arrivo in patria, darle l’opportunità di trasformarsi in una bella ragazza di 17 anni dalle mille capacità professionali…

Adattamento del manga “Persia ga suki”, “Evelyn e la magia di un sogno d’amore” fa parte del genere maho shojo, cioè le ragazzine magiche (come Creamy e Emy, per intenderci). Prodotta dallo studio Pierrot. la serie andò in onda in Italia nel 1985 su Rete 4, riscuotendo meno successo de “L’incantevole Creamy” andata in onda qualche tempo prima ma comunque ottendendo buoni ascolti. La serie è completamente incentrata sulle avventure della piccola Evelyn e questa è la più grossa differenza con il manga che è più basato sulle differenze fra la vita di città e quella in Africa.

Tra i vari personaggi ci sono anche i gemelli Muori, Roby e Riki, amici di Evelyn, e i tre folletti Kappa, GeraGera, PuriPuri e MesoMeso. Il cartone trattava temi che non ruotavano solo intorno all’amore ma anche intorno all’amicizia oppure c’erano puntate che ripercorrevano un po’ la commedia degli equivoci, altre puntate invece erano un po’ più malinconiche, facendo avvicinare il cartone a un pubblico un po’ più adulto, anche perchè molte scene erano state fortemente censurate in Italia: un episodio in cui Roby veniva trasformato in una ragazza non fu mai trasmesso.

La sigla, una delle più belle mai realizzate a mio avviso, è stata affidata Cristina D’Avena. Non potene non ricordarla…. alla prossima!!!!

Voto al cartone: 7

Voto alla sigla: 10 e lode

Fattore anni 80: 9

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