Bruxelles 2012

So che per alcuni giorni non ho scritto sul blog ma avevo una buona ragione per non farlo: ero all’estero e più precisamente a Bruxelles, in Belgio. Ovviamente non potevo non parlarvi di questa mia piccola vacanza attraverso una splendida trashcronaca!!!
Giorno 1
Apro con una piccola parentesi: ho deciso di dare una seconda chance alla Ryanair e sembra che stavolta le cose siano andate decisamente meglio. Decido di sedermi vicino ad una coppia di ragazzi gay in modo che con me non ci proveranno mai e si parte. Appena decollati capisco che se in futuro usufruirò dei servizi di Ryanair dovrò portarmi un paio di auricolari per non sentire dall’inizio alla fine le offerte promozionali che hanno durante il volo, in particolar modo il gratta e vinci. Appena arrivo all’aeroporto di Charleroi prendo il taxi collettivo che mi porta alla stazione di Midi. Qui decido di pranzare e vado da un certo Panos che in seguito ho capito la comandi in fatto di fast food dato che ne ho trovato uno in ogni angolo di strada. Il panino che ho preso era davvero molto buono, solo che era completamente avvolto dal cellophane nonostante me lo avevano preparato al momento: se non fosse per il forte odore di pollo al curry che emanava, data la forma lo avrei scambiato per un vibratore avvolto da un preservativo. Dovrei prendere il treno per la Stazione Centrale quindi dovrei acquistare il biglietto… sì, se sapessi dove si compra. La stazione di Midi è piena di indicazioni del caffè, del ristorante, dei negozi della galleria, degli uffici di AirFrance, delle gauffrerie, ce ne fosse stata una che mi indicasse dove fosse la biglietteria!!! La trovo a fatica dto che sembra un po’ nascosta e riesco a prendere il treno e dopo appena una fermata arrivo alla Stazione Centrale. Dato che devo attendere il mio amico Vincenzo che mi verrà a prendere, decido di fare un piccolo giro della città. La parte antica di Bruxelles è splendida soprattutto la Grande Place con i suoi edifici.

La cosa che più mi ha colpitodella città però sono stati i profumi che girano per qualsiasi vicolo. Dovete sapere che Bruxelles, essendo una delle città più cosmopolite al mondo, lo è anche in fatto di cibo, quindi accanto alle grassissime specialità belga come le cozze con le patatine, lo spezzatino alla birra e la torta salata ai porri e formaggio troviamo una miriade di chioschi e ristorantini di qualsiasi nazionalità: dall’italiano al cinese, dall’indiano al vietnamita, dal pakistano al greco. Menzione a parte va fatta per due cose. La prima sono le frites, cioè le patate fritte cucinate alla loro maniera e cioè prima fritte nell’olio classico, poi messe ad asciugare e poi quando un cliente ne chiede una porzione le friggono per un altro minuto nel grassi di manzo o nel grasso di vitello, per poi ripassarle nell’olio dell’auto e infine nel grasso per le serrature con il risultato che le abbondantissime porzioni forniscono un pasto completo con cui potete star bene fino a cena di dopodomani, anche perchè potete metterci su quante salse volete o anche i sottaceti (io ho preferito un piccione morto). L’altra cosa da sottolineare sono le gaufres, che qui in Italia chiamiamo waffel con la differenza che qui son confezionate e lì invece le fanno davanti a voi con ogni ben di Dio tra cui zucchero, sciroppo d’acero, cioccolato, marmellata, frutta, panna, soffritto, cozze, vongole, chiodi e bulloni. Vincenzo mi fa vedere anche il Manneken Pis, il simbolo dell’irriverenza qui a Bruxelles che è la statua di un bimbo che fa la pipì, davvero molto graziosa.

Non posso non notare delle strane gioiellerie e dopo mi accorgo che in realtà sono le cioccolaterie. In Italia posti del genere ce li sogniamo e fortunatamente ci sogniamo anche i loro prezzi dato che sono alle stelle ma il cioccolato belga è uno dei migliori. Se poi a questo ci aggiungiamo anche i fatto che io per quattro giorni non ho bevuto acqua ma solo birra, allora capirete perché il Belgio non è la vacanza ideale per il vostro fegato. Dopo aver gustato la prima gaufre, si va a casa di Vincenzo in un quartiere molto carino. La casa è davvero caruccia in una classica costruzione belga e come in tutti i paesi francofoni anche il Belgio ha il bruttissimo vizio di non sapere cosa sia il bidet che mi è mancato per tutta la durata della vacanza… Dopo una cena con un po’ di carne paesana, si va a bere qualcosa. La birra è un altro dei motivi per cui si dovrebbe ringraziare Dio di aver inventato il Belgio, dato che è uno dei principali produttori della spumosa bevanda e dato che lì costano pochissimo quindi te ne fai 3 o 4 calici come se niente fosse. Si va a letto anche perchè sono stanco del viaggio.
Giorno 2
La mattina voglio prendere dei croissants al forno giù casa e la signora al banco appena sente che il mio accento francese fa davvero schifo me lo fa subito notare con una smorfia di disappunto: la gentilezza di certo non è una sua virtù. Oggi si visitano i musei di cui  Bruxelles ne è piena, devo solo scegliere quali. Opto per il museo nazionale e la mostra su Magritte. Appena arrivo alla Stazione Centrale la mia attenzione è attratta da un gruppo di ragazzi vestiti da panda, non chiedetemi perché: ne so quanto voi.
Il museo è un vero labirinto e copre un periodo che va dal XV secolo fino ai giorni nostri mentre la mostra su Manritte è particolarissima con luci soffuse e vecchie canzoni francesi degli anni ’30 e ’40, avrei potutto scambiarlo per un bordello dell’epoca se non fosse per le audioguide e le comitive di tedeschi fra cui in una spiccava una ragazza che oltre ai jeans aveva messo su un grembiule ricavato da una tovaglia in plastica per il tavolo della cucina.

Le due mostre mi tengono impegnato per almeno 3 ore e mezzo e dopo aver fatto il pieno di cultura decido di pranzare con una bella porzione di frites. Vado da Tabora, molto consigliato da Vincenzo e le aspettative non vengono deluse. Mentre pranzo mi fa compagnia un piccione spennato con una faccia da ebete.

La giornata però è ancora piena e decido di visitare il parlamento europeo che si trova esattamente dall’altra parte della città e passo anche davanti al palazzo reale. Il Parlamento Europeo è uno spettacolo e vi si trovano persone praticamente da ogni parte del mondo solo che non ce la faccio a visitarlo all’interno perchè sono davvero stanco… ma improvvisamente sono colto da una voglia irrefrenabile di gaufre, quindi decido di tornare indietro al centro storico e di gustarmene una in pieno relax quindi rifai tutta la strada a ritroso e poi quando arrivi al chiosco, ordini la gaufre, ti siedi e la gusti hai capito che Dio esiste. Dopo torno a casa per riposarmi dato che ho percorso più km di una maratona.

La sera io e Vincenzo decidiamo di cenare fuori.. no!!! Devo caminare di nuovo!! Arivai al centro storico e optiamo per le frites, lo so do nuovo ma son troppo buone. Dopo decidiamo di dare un’occhiata al quartiere gay. Lì ci sono dei locali con dei nomi improponibili fra cui un bar che si chiama “Homo erectus” e la pizzeria italiana “Il finocchio”: complimenti per la fantasia e il buon gusto. Il locale del karaoke è chiuso perciò decidiamo di andare in un bar che si chiama “Dolores” dove al muro ci sono appese le foto di moltissime donne dello spettacolo fra cui Madonna, Haudrey Hapburn e miss Piggy dei Muppet (non è una battuta, c’era davvero!!!). Premettendo che è la prima volta che metto piede in un locale gay da quando son tornato single, la musica fa davvero piangere e qua capisco che i ragazzi del posto non sono così belli, quindi quando ne viene uno carino è uno strafigo; penso che se poi viene uno strafigo lo scambiano per un dio sceso in terra. Prendiamo da bere e mi accorgo che comunque i ragazzi di Bruxelles sono dei pesci lessi, non hanno nessun modo di approcciare o di comunicare in qualche modo. Dopo un paio di bevute ce ne torniamo a casa per la nanna.

Giorno 3
 Oggi è la volta di visitare l’Atomium, uno dei simboli della Bruxelles moderna. Devo prendere l’altra linea della metropolitana e mi accorgo che è molto più chic. Non ricordo come si chiama la stazione dove devo scendere ma non è un problema perché la tratta della metro è all’aperto e appena vedo una molecola di ferro gigante capisco che sono arrivato. L’Atomium è imponente, una costruzione che solo a guardarla ti fa girare la testa. Nonostante Vincenzo me l’abbia sconsigliato, decido di salire sopra. Dai suoi 102 metri di altezza la vista è incredibile come incredibile è il gruppo di tedeschi che hanno occupato abusivamente tutto l’ultimo piano mentre una babbiona spiega loro non so cosa impedendomi di vedere buona parte del panorama così aspetto che se ne scendano giù per poter godere della splendida vista. Dopo qualche foto continuo la visita all’interno dell’Atomium e giro per le altre sfere e per i tubi, beccando la babbiona di prima col gruppo di tedeschi. Li dribblo e continuo la mia visita senza interruzioni e proseguo per Mini Europa, un piccolo parco tipo l’Italia in Miniatura solo più recente e tenuto peggio dato che sembra vecchio di 40 anni. Le riproduzioni di alcuni monumenti europei lasciano a desiderare dato che per l’Italia hanno tralasciato il Colosseo o piazza San Marco e hanno messo una brutta riproduzione del Vesuvio… vorrei ricordare che il Vesuvio non è un monumento o un’opera d’arte: è un vulcano!!!

Pranzo stesso in zona da Quick, una specie di Burger King francese e cerco di sedermi lontanissimo da una mamma con due bimbi piccoli e biondissimi che fanno un casino allucinante proprio affianco a me mentre sono in fila per ordinare. Torno a casa e dopo aver riposato io e Vincenzo decidiamo di andare a gustare piatti tipici de Belgio: Vincenzo opta per le mules frites, cio+ le cozze con le patate fritte e io per la carbonade flamande, uno spezzatino di manzo fiammingo con la birra. Dopo cena si va di nuovo per locali e di nuovo lo stesso spettacolo di ragazzi ammutoliti e imbambolati solo che la musica qui è migliore. Dopo decidiamo di tornare nel locale di ieri ma la musica non cambia. Ritorniamo a casa dato che l’ultima metro è a mezzanotte.

 

Giorno 4
La mattina la passo visitando il parco vicino casa di Vincenzo. È davvero splendido, pieno di verde, di laghi, graziosi scoiattoli che prendono la mira e ti tirano i gusci di noce in testa e i ricordini lasciati dai cigni e dai germani reali che sembrano soffrano di dissenteria galoppante. Decido di Passare la mattinata qui ascoltando musica, passeggiando facendo foto e mangiando qualcosa al volo.

Dopo comincio a preparare la valigia per andare all’aeroporto di Charleroi. Anche stavolta nessun problema con Ryanair per fortuna, tranne quando hanno voluto controllare la mia valigia dato che al controllo risultava una sostanza nera. In realtà erano i magneti per il frigo ma l’inserviente ha dovuto rovistare anche nella mia biancheria sporca… vabbè, contenta lei… sull’aereo vengo accolto da un assistente di volo che è un incrocio fra un armadio a quattro ante per le grandi spalle che ha e Caterina Caselli per il baschetto d’oro che ha in testa. Il volo parte in ritardo ma arriviamo in perfetto orario: probabilmente il comandante avrà preso una scorciatoia. Che dire? Una vacanza breve ma intensa che spero di rifare al più presto anche perché ci sono molte altre cose che non ho ancora visto. E poi mi mancano già le frites e le gaufres!!!
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3 risposte a Bruxelles 2012

  1. Vincenzo ha detto:

    Bellissima thashcronaca e sono onorato di esserci anch’io!
    Credo ti sia piaciuta Bruxelles e cma grazie della compagnia! XD

  2. cocoon1975 ha detto:

    comunque ci voglio tornare: non ho visto molte cose e rivoglio le frites!!!!!

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