Silent Hill: revelation

Heather Mason (Adelaide Clemens) è un’adolescente tormentata da strani incubi che riguardano la città fantasma di Silent Hill. Quando suo padre Harry (Sean Bean) scompare, decide di andare a Silent Hill per cercare di scoprire dove sia finito e lì scoprirà delle sconcertanti rivelazioni circa la sua identità. Il suo compagno di scuola Vincent (Kit Harington) l’accompagnerà in questo incubo…

Arriva finalmente sugli schermi italiani “Silent Hill: revelation”, nuovo episodio ispirato alla famosissima saga di videogiochi “Silent Hill” della Konami, più in particolare al terzo episodio. Diretto e sceneggiato da Michael J. Bassett (“Solomon Kane”), il nuovo episodio differisce completamente dal primo a cominciare dal ritmo: se il primo “Silent Hill” era intriso di atmosfere cupe e pervaso da un ritmo un po’ lento, qua accade che le atmosfere sono a dir poco marce, grazie anche all’ottima fotografia, e il ritmo è molto più action, avvicinando molto di più il film al videogioco da cui è tratto. Fin dalle prime scene ci si rende conto che “Silent Hill: revelation” trae ispirazione visiva dai film horror degli anni ’80 come “Nightmare” e “Hellraiser” e i 90 minuti di proiezione scorrono velocissimi, coinvolgendo pienamente lo spettatore e facendolo sobbalzare più volte dalla poltrona. Qui il pathos è meno evidente della pellicola precedente ma probabilmente l’azione sopperisce alla mancanza di pathos riuscendo nell’intento. La computer grafica in 3D è abbastanza evidente, anche se io ho visto il film in 2D, e gli effetti visivi, sonori e il trucco sono di un livello nettamente superiore al primo episodio. Il cast, dove Adelaide Clemens risulta molto convincente, è impreziosito anche da Deborah Kara Unger, già presente nel primo episodio, Malcom McDowell e Carrie Ann Moss con brevi ma intense parti. Una vera e proprio discesa all’inferno con risalita e buone speranze per un, speriamo non troppo lontano, terzo episodio.

Giudizio critico cinematografico: bentornati a casa

Voto al film: 7,5

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