Lo hobbit: un viaggio inaspettato

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60 anni prima delle imprese di Frodo (Elijah Wood), il giovane Bilbo Baggins (Martin Freeman) riceve la visita di Gandalf il grigio (Ian McKellen). Il mago gli chiederà di unirsi alla spedizione con Thurin Scudo di Quercia (Richard Armitage) e altri 12 nani per riconquistare il regno e soprattutto il tesoro che era stato sottratto loro anni prima dal drago Smug. Durante il viaggio Bilbo si imbatterà in Gollum (Andy Serkis) e nell’Unico Anello…

Tratto dal libro di Tolkien, dopo varie peripezie arriva sugli schermi di tutto il mondo “Lo hobbit: un viaggio inaspettato”, primo di una nuova trilogia firmata da Peter Jackson (“Il signore degli anelli”, “King Kong”, “Amabili resti”). Ritroviamo alcuni attori della trilogia precedente: Elijah Wood e Cate Blanchett sono stati voluti fortemente da Jackson nel film per creare una sorta di continuità con le precedenti pellicole anche se i loro personaggi nel libro non compaiono assolutamente. Girato con una nuova tecnica 3D, “Lo hobbit: un viaggio inaspettato” ha molti punti in comune con “Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello”. Infatti entrambi i film si basano sull’inizio di un viaggio, abbiamo anche qui una compagnia formata da persone di vario tipo, c’è lo scenografico arrivo a Gran Burrone e la minacciosa presenza dell’entità dell’anello che nella prima metà del film non compare ma il pubblico aspetta col fiato sospeso fino a quando gli occhi di Gollum si fanno avanti brillando nel buio. Jackson però sembra essersi divertito molto di più con questa nuova pellicola, inserendo situazioni a momenti da sit com che potrebbero far storcere il naso ai palati più raffinati. In fondo la trilogia de “Il signore degli anelli” è stato un vero e proprio fenomeno di mercato oltre che di culto quindi secondo me Jackson stavolta ha preferito seguire le regole del mercato facendoci salire su una delle più belle attrazioni da luna park che comunque non deluderà i fans della saga. I paesaggi neozelandesi, le sontuose scenografie, gli effetti speciali, il trucco e la colonna sonora di Howard Shore sono un vero spettacolo per occhi e orecchi. Molto buono l’approfondimento psicologico dei personaggi, soprattutto il nano Thuriel, un po’ meno il personaggio di Bilbo ma credo che comunque sia un po’ presto per tirare le somme dato che ci attendono altre due pellicole nei prossimi 2 anni.

Giudizio critico cinematografico: altro giro, altra corsa

Voto al film: 7,5

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