La vacanza in Veneto

Dopo attente valutazioni, dovute riflessioni e due settimane che sono tornato, è arrivato il momento di farvi la trash cronaca della mia breve e splendida vacanza in Veneto. Ebbene sì, ogni tanto qualche viaggetto lo faccio pure io.

Giorno 1
La partenza è fissata per il pomeriggio da Roma, dove fa un caldo quasi tropicale, ragion per cui mi vesto con bermuda e t-shirt e mi reco alla stazione. Quando salgo sul treno mi rendo conto della piacevole aria condizionata che mi ritempra del caldo asfissiante della Capitale. Questo almeno per la prima oretta. Dopo infatti ho cominciato ad accusare un tantino il freddo che albergava nella carrozza, alla penna che uso per le parole crociate si è congelato l’inchiostro, la signora dietro di me credo sia deceduta per assideramento, in compenso la famiglia di orsi polari che è salita a Tiburtina ha apprezzato. Provo a dormire per non pensarci e funziona o almeno ha funzionato fino a quando una bimba si è messa a giocare in fondo al vagone e rideva di gusto per poi fermarsi e scoppiare in un pianto dirotto per poi ricominciare. Ho visto la mia discesa a Treviso meglio di come gli Italiani hanno accolto gli Americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre mi scongelo, aspetto Tommy, il mio amico con cu passerò questi 4 giorni e che mi farà da cicerone. Arriva e andiamo subito verso l’albergo … beh nulla di strano se non fosse che a Treviso la temperatura è più bassa di settordici gradi e tira un vento tale che io pensavo stesse arrivando una tromba d’aria. Fortunatamente l’albergo è vicino. Nonostante siano appena le 21, sembra che la struttura sia vuota, come fosse abbandonata da secoli. Ad un tratto vedo arrivare una figura malandata che si avvicina con passo lento e inquietante: è il custode che ci fa accomodare e ci spiega che per entrare ci darà una specie di chiave magnetica che aprirà il cancello e il portone … l’interno sembra sia uscito da un telefilm degli anni 70, con rifiniture in legno consumato, pavimenti a chiazze e immagini sacre ovunque che ti fanno capire lo stampo ultracattolico della struttura ma c’è qualcosa di stranamente familiare … procediamo verso la camera ma io sono sempre più convinto di conoscere questo po … ah ecco, ora ricordo: è l’ospedale del videogioco “Silent Hill”!!! Ma come ho fatto a non riconoscerlo?

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Beh almeno la stanza è bella grande e comoda, mi do una ripulita, mi vesto un po’ più pesantemente e si va a cena e andiamo a farci una pizza. Lo so: un napoletano che mangia la pizza a Treviso? Beh, anche se era cotta nel forno elettrico, vi posso dire che non era affatto male. Dopo piccola passeggiata per il centro e cicchettino ad un delizioso chioschetto sulle mura. Poi però a nanna perché domani si visita Venezia!!!
Giorno 2
La sveglia ci viene gentilmente fornita da un simpatico gruppo di operai che cominciano a martellare, trapanare, costruire e rompere i cog***ni verso le 7 del mattina e scopro che l’ospedale di Silent Hill affaccia su un simpatico cantiere. Ma la vera sorpresa è stata data dalla colazione fornita dalla mensa dell’ospedale: praticamente uno schifo, il succo di frutta sembrava annacquato con la Ferrarelle, il caffè sapeva di sciacquatura di piatti della cena di 3 giorni fa e io non ho manco avuto il coraggio di assaggiare qualcosa di commestibile. Ci rechiamo in stazione e prendiamo il treno per Venezia. Il tempo è dalla nostra visto che è una splendida giornata di sole e col sole è tornato pure il caldo asfissiante che opprimeva tutto il vagone del treno. Per fortuna la tratta è breve e arriviamo in poco tempo a Venezia. È la mia prima volta in questa città e devo dire che rimango folgorato. Venezia è incantevole, ha un fascino davvero unico e la folla di turisti non mi scoraggia.

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Tommy mi guida attraverso le calli che si snodano per la città facendomi visitare le varie chiese e spiegandomi molte cose sugli edifici e sui monumenti. Il Ponte di Rialto, piazza San Marco, la Ca’ d’Oro, il Leone di San Marco, il Ponte dei sospiri … la passeggiata è davvero incredibile e lunga e mi fa smaltire soprattutto il pranzo da McDonald’s. verso il tramonto mi fermo per mettermi le lenti a contatto e scopro che le ho perdute!!!

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Ci dirigiamo verso la stazione per  far ritorno a Treviso e mi reco all’ospedale di Silent Hill per farmi una doccia e cambiarmi. La serata si svolgerà presso un enorme ristorante cinese dove ci diamo dentro di brutto dato che la scarpinata per le calli di Venezia mi ha fatto fare parecchio moto. Dopo cena la serata si sposta in un locale per il karaoke e qui ci sono quattro gatti, uno più stereotipato dell’altro: la ciccione con la voce stratosferica, la ragazza carina ma stonata e il fan di Vasco Rossi che anziché cantare le sue canzoni le imita molto bene. Anche io e Tommy ci proponiamo al microfono e credo abbiam fatto davvero una bella figura.
Giorno 3
La giornata è dedicata alla visita di Treviso. Decidiamo di saltare la colazione dell’ospedale di Silent Hill e optiamo per la nuova colazione di McDonald’s che apprezzo davvero molto. Visto che Tommy il giorno prima mi ha fatto un giro allucinante e allucinogeno, non vedo perché oggi debba essere diverso quindi mi carburo per bene e si parte. Oggi il tempo è un po’ più di m***a ma l’importante è che non venga a piovere. Treviso è adorabile, davvero molto carina e le sue chiese romaniche la rendono davvero affascinante. Ma la fatica dei settecentottanta km di ieri per Venezia si fanno sentire e chiedo a Tommy una tregua e una pausa per riposare un po’ in camera.
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Dopo un bel pisolino il giro riprende e tra il Duomo, la chiesa di San Francesco e la Fontana della Tetta il pomeriggio prosegue davvero molto piacevolmente, compresa la sosta alla gelateria fai da te che spero aprano al più presto anche a Roma o comunque a Napoli. Per la serata ci rechiamo all’Odissea, un gigantesco bunker dove si balla in varie sale. La principale è gremita di persone di una certa età che girano in tondo mentre un’orchestra dal vivo suona canzoni di diversi generi ma loro continuano a ballare girando in tondo. In un’altra sala fanno balli caraibici, che evito accuratamente, e in quella dove ci mettiamo noi fanno il revival da discoteca o almeno così sarebbe dovuto essere. Infatti poiché il dj mette tutto tranne il revival quei pochi avventori della sala si dileguano, noi compresi.
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Vabbè, la serata comunque è a me è piaciuta e spero di poterci tornare qualche altra volta che passo da quelle parti.
Giorno 4
Lasciamo l’ospedale di Silent Hill e andiamo in un bar a fare colazione. La nostra prossima destinazione è Mestre. Pochi minuti di treno e ci arriviamo. Mestre è una simpatica cittadina rinascimentale anche se mi piace molto meno di Treviso. Qui noto che ogni 200 metri trovo un negozio di ottica e della cosa se ne sorprende pure Tommy. La passeggiata continua solo che dico a Tommy di rallentare il passo dato che il trolley dietro con me.

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Dopo la bella mattinata in giro per la città, andiamo in stazione. Qui saluto Tommy e lo ringrazio di questi splendidi giorni passati assieme nella speranza di rivederci al più presto. Salgo sul treno e dopo 3 ore e mezza di sonno criogenico arrivo a Roma.

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