Ender’s game

ilgiocodiender

Se non fosse stato per l’intervento del comandante Mazer Rackam (Ben Kingsley), la Terra sarebbe ora sotto il dominio dei Formicon, una razza aliena. Per prevenire ciò il colonnello Griff (Harrison Ford) sta cercando un nuovo comandante fra i ragazzi del pianeta. La sua attenzione cade su Ender Wiggins (Asa Butterfield), un giovane ragazzo che verrà mandato assieme ad altri sulla stazione orbitante della Scuola di Guerra, per prepararsi allo scontro finale…

Trasposizione cinematografica de “Il gioco di Ender” dello scrittore Orson Scott Card, arriva sugli schermi “Ender’s game”, diretto da Gavin Hood (“X Men: le origini – Wolverine”). Nelle quasi due ore di proiezione la pellicola è molto incentrata sui risvolti psicologici del giovane protagonista: da un lato il conflitto col fratello maggiore da cui sembra aver ereditato l’aggressività e dall’altro il forte legame morboso con la sorella. Le parti legate alla scuola d’addestramento si alternano tra battibecchi con personaggi improponibili, come il cadetto Bonzo, a strategie per vincere un gioco che ricorda moltissimo il Q-Zar degli anni ’90. Tutto ciò che riguarda il vero scopo dei giovani cadetti è relegato a pochissime scene e giusto alla parte finale, lasciando nello spettatore un gran senso di noia. Il cast di tutto rispetto non riesce per nulla a centrare l’obiettivo, dando solo vita a una serie di personaggi fastidiosi e a tratti inutili. Molto chiare le citazioni cinematografiche, prima fra tutte quella di “Starship Troopers” che a mio avviso se la potevano pure risparmiare. Molto buona la scenografia così come il suono, gli effetti speciali visivi e quelli sonori ma come al solito non basta solo questo per decretare la riuscita di un buon film. Peccato perchè le basi per crare un grande film c’erano tutte.

Giudizio critico cinematografico: ronzio fastidioso

Voto al film: 4,5

 

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2 risposte a Ender’s game

  1. achille ha detto:

    non è vero a me è piaciuto molto… beh incentrato sulla psicologia delle persone e anche ben fatto dal punto di vista del raggiungimento dell’obiettivo e di come le cose si raggiungono per grado.
    la maturazione della persone ed il suo conflitto che viaggiano in parallelo sono ben evidenziate e non stancano mai..

    io gli darei un 7

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