I Cavalieri dello Zodiaco: la leggenda del Grande Tempio

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Isabel di Thule è una giovane e ricca ragazza che scopre di essere la reincarnazione della dea Athena e di essere stata salvata 16 anni fa da Micene, Cavaliere del Sagittario. Un giorno viene attaccata ma in suo aiuto arrivano Pegasus, Sirio, Crystal e Andromeda che sono i Cavalieri che la proteggeranno dal male che sembra risiedere nel Grande Tempio e sotto la figura del Gran Sacerdote. Per questi motivi Lady Isabel decide di recarsi al Grande Tempio per riprendere il suo posto come guida per la giustizia ma per far questo lei e gli altri Cavalieri dovranno superare le dodici case presiedute dai Cavalieri d’Oro….

Finalmente arriva sullo schermo “I Cavalieri dello Zodiaco: la leggenda del Grande Tempio”, prima trasposizione cinematografica in CGI del famosissimo anime firmato da Masami Kurumada e diretto da Keiichi Sato. Attesissimo dai fans della saga che sono cresciuti coi loro beniamini che sembrano stiano vivendo una seconda giovinezza da quasi una decina di anni a questa parte, il film ha diviso in maniera netta il pubblico: da un lato i fans fedelissimi alla saga che non hanno apprezzato alcune novità apportate alla trama e dall’altro chi invece vede in tali novità un tocco di originalità in un film che riprende la parte più classica e più avvincente dell’intera saga e cioè la corsa attraverso le dodici case dello zodiaco. Io appartengo a quest’ultima nonostante io sia un fan sfegatato dell’intera saga con tutte le sue varianti ma credo che per un film del genere alcune modifiche non abbiano in fondo alterato quello che era lo spirito dell’anime. Sicuramente in appena un’ora e mezzo non si possono concentrare tutte le puntate del cartone animato quindi alcuni tagli erano d’obbligo. Quello che forse manca all’interno della sceneggiatura è l’approfondimento psicologico dei personaggi che risultano un po’ piatti o comunque con dei comportamenti non così chiari: spesso non vengono spiegati i rapporti fra i vari personaggi, soprattutto fra i protagonisti e i Cavalieri d’Oro. Il cambio dell’ambientazione è stato spostato dalla Grecia ad un posto che sembra fuori dal tempo, che sembra sia stato preso in prestito dalla saga di Final Fantasy, mentre le dodici case dello zodiaco hanno più l’aspetto di imponenti cattedrali del ‘600 piuttosto che di templi antichi. Kurumada ha poi ridisegnato le nuove armature che risultano più hi-tech ma non per questo meno affascinanti e trovo l’idea dell’elmo che si richiude sulla testa assolutamente meravigliosa. L’animazione risulta molto fluida e i fondali smebrano ripresi dal vivo tanto che sembran veri. Molto buono anche il suono e gli effetti sonori e la colonna sonora trova il suo completamento nella canzone “Hero” dei titoli di coda. La vera chicca però che i fans hanno sicuramente apprezzato è stato il doppiaggio storico dell’anime fortemente voluto da Ivo De Palma, voce storica di Pegasus. Più che altro ho visto “I Cavalieri dello Zodiaco: la leggenda del Grande Tempio” come un esperimento, quasi come una prova per capire se era possibile portare sul grande schermo un’avventura imponente come questa. Forse non è riuscita proprio del tutto ma devo confessarvi che quando ho visto finalmente i miei supereroi dell’adolescenza sul grande schermo mi sono emozionato come quando avevo 15 anni.

Giudizio critico cinematografico: colpo di fulmine di Pegasus

Voto al film: 6,5

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