Vulnicura

Bjork-Vulnicura1

E dopo averlo ascoltato, riascoltato, metabolizzato e digerito, finalmente per la rubrica “Emotional landscapes” posso parlarvi di “Vulnicura”, il nuovo disco di Bjork pubblicato qualche settimana fa. Come per il nuovo disco di Madonna, anche “Vulnicura” è stato oggetto di leak illegali e questo ha fatto sì che Bjork lo pubblicasse a Gennaio in anticipo su iTunes per poi pubblicarlo regolarmente in formato fisico a Marzo. Il processo di composizione di questo disco nasce dalla crisi della relazione che Bjork ha avuto con il suo oramai ex compagno Matthew Barney dopo ben 10 anni. Rispetto al disco precedente “Biophilia”, “Vulnicura” affronta temi ovviamente molto più personali e legati al cuore e agli stati d’animo che si susseguono in seguito alla fine di una relazione o che avvengono durante questa. Il titolo stesso “Vulnicura” è un unione delle parole vulnus, che in latino vuol dire ferita, e cura e rappresenta in pieno il processo di risanamento di un cuore spezzato. Dal punto di vista stilistico, si può notare come le nove tracce dell’album passino per vari generi che sembrano estrapolati dai dischi precedenti di Bjork: quindi ritroviamo gli archi di “Homogenic”, i suoni industriali di “Post”, i fiati di “Volta” e così via. Al momento sono stati estratti “Stonemilker”, a mio avviso vera perla del disco, come singolo di lancio e “Lionsong”, “Black lake” e “Family” come singoli promozionali, anche in concomitanza con una mostra al Museum of Modern Art di New York dedicata all’artista islandese. Purtroppo, a parte, queste canzoni, il resto dell’album non è proprio di facile ascolto, anzi in alcuni casi mi sono anche un po’ annoiato. A livello di sonorità e di concept, “Vulnicura” non è solo una rinascita personale di Bjork ma anche artistica, anche se Bjork ci ha abituati in passato a ben altro. A livello di vendite, “Vulnicura” sta tradendo ovviamente le aspettative come tutti i dischi di qualsiasi artista: ciononostante in molti paesi è riuscito a piazzarsi bene fra i primi 20 album, in Italia si è fermato circa 10 posizioni sotto. Sicuramente è un bel disco, non il migliore, ma un disco così personale non poteva mai essere un disco facile.

Voto al disco: 6,5

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