I miei 10 dischi stranieri fondamentali

Appuntamento con la rubrica “le mie top 10” e stavolta voglio parlarvi dei dischi stranieri che hanno fortemente influenzato il mio bagaglio musicale o anche semplicemente non posso più farne a meno. Selezione abbastanza difficile perchè, salvo alcuni capisaldi che già sapevo di inserire, mi piacciono moltissimi album. Purtroppo ho dovuto escludere dichi come “The velvet rope” di Janet Jackson, “Faith” di George Michael, “The soul session” di Joss Stone e “Justified” di Justin Timberlake. Quindi, bando alle ciance ed eccovi la classifica dei dischi stranieri che mi piacciono di più. Poi toccherà anche a quelli italiani.

10) Terence Trent D’Arby – Introducing the hardline according to

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Nel 1987 in Italia esplose la voce di Terence Trent D’Arby e mia mamma lo ha adorato, tanto che papà le ha comprato il suo disco di esordio. Disco che ovviamente ho cominciato ad ascoltare pure io e, se non ne avete mai avuto l’occasione, vi consiglio di darci un orecchio, perchè è una vera bomba. Mia madre, quando lo riascolta, ancora le brillano gli occhi e ogni tanto io prendo il cd e me lo sparo tutto di fila.

9) Pink Floyd – The wall

the wall

Quando ero piccolo aspettavo la Domenica che papà mettesse su “Wish you were here” dei Pink Floyd, che era un disco che io non potevo assolutamente toccare ma che mi piaceva un casino. Ecco perchè ai miei 5 anni nel 1980, papà mi ha regalato “The wall”. Lo so, è un regalo un po’ insolito per un bimbo di 5 anni ma fidatevi che all’epoca ascoltavo anche altri artisti e non solo le canzoni per i bimbi. “The wall” è il primo regalo di compleanno di cui io abbia ricordo e ringrazio ancora oggi papà per averlo fatto.

8) Christina Aguilera – Stripped

Christina_Aguilera_-_Stripped

Ma chi ha detto che il pop è musica da buttare? Nel 2002 ho letto una recensione di “Stripped” di Christina Aguilera e ne sono rimasto particolarmente colpito, tanto che ho comprato il disco. Risultato: acquisto azzeccatissimo e disco meraviglioso. Fino ad ora avevo ascoltato la Aguilera solo per le canzoni da teen pop del primo album e per la cover di “Lady Marmalade”, ma “Stripped” è secondo me uno dei dischi pop più belli che siano mai stati fatti. Infatti quando venne in Italia sono corso al suo concerto. E da allora lei è una delle mie cantanti preferite.

7) Alanis Morissette – Jagged little pill

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Nel 1995 ero in pieno esame di maturità ed er anche uscito “Jaggd little pill”, il disco che ha consacrato Alanis Morissette. In esso ho visto la vitalità, la rabbia, le delusioni, la gioia, i dolori equanto altro può capitare nella vita di ogni ragazzo. Ascoltandolo mi sono sentito che potevo fare qualcosa di diverso. E’ un disco al quale sono veramente molto grato e che ha rappresentato in pieno quegli anni.

6) Enigma – MCMXC a.d.

enigma

Nel 1991 abbiamo cominciato ad ascoltare delle canzoni con sonorità particolarissime, in cui elementi pop si mischiavano con la musica sacra. Erano gli Enigma che coi loro singoli stavano spopolando in vari paesi. Io ne sono rimasto totalmente affascinato che ho voluto il loro album “MCMXC a.d.” a tutti i costi. Poche tracce per un disco dalle atmosfere in cui si michiano sacro e profano, a volte con testi ridotti all’osso o totalmente assenti. Uno dei dischi più interessanti degli anni ’90 e uno dei più belli che abbia mai comprato. Da allora ho continuato a seguire gli Enigma, anche se pubblicano raramente qualcosa di nuovo.

5) Lauryn Hill – The miseducation of

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Un giorno del 1998 mi trovavo in un negozio di dischi a fare acquisti e ho notato la copertina di “The miseducation of” di Lauryn Hill. Avevo ascoltato il singolo di lancio in radio e mi ricordo che mi era davvero piaciuto. ma quando ho visto la copertina di questo disco ho avvertito che secondo me doveva essere davvero una spettacolo. E così è stato. “The miseducation of” è davvero uno dei dischi più belli che io abbia mai comprato, lo reputo un disco globale dato che fonde rap, hip hop, r&b, pop e la voce di Lauryn Hill è assolutamente da brividi, sia quando canta che quando rappa. Vedi che serve ascoltare sempre il nostro intuito?

4) Evanescence – Fallen

evanescence

Io adoro gli Evanescence, sono la mia band straniera preferita e il loro album d’esordio “Fallen” del 2003 ha contribuito fortemente a questo mi amore sviscerato. Il loro rock spazia in vari ambienti, dal gothic al nu metal, dal symphonic a quello puro. Le tracce di “Fallen” mettono davvero i brividi addosso e la voce di Amy Lee è incredibile, specie in alcuni brani come “My immortal”e “Going under”. Da allora li seguo, da allora solo altri due dischi ma “Fallen” resta sempre il mio preferito.

3) Michael Jackson – Bad

Michael_Jackson_-_Bad

E siamo sul podio alla terza posizione. Lo so che il miglior disco di Michael Jackson è “Thriller” ma quando è uscito non avevo ancora la maturità per apprezzarlo in pieno, cosa che invece mi è riuscita con “Bad” del 1987. Quando uscì avevo 12 anni e lo ascoltavo dalla mattina alla sera, conosco quasi tutti i testi a memoria, dato anche l’alto numero di singoli estratti, e da allora ho cominciato anche ad apprezzare di più i suoi lavori precedenti. Per questi motivi è il disco di Michael Jackson a cui sono più legato.

2) Madonna – Like a prayer

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Quando ho pensato al mio disco preferito di Madonna non ho avuto alcun dubbio: “Like a prayer” del 1989 secondo me è il suo capolavoro. Disco molto sentito, intenso, autobiografico, che racchiude la vera essenza del pensiero della signora Ciccone. Già ero fan di Madonna all’epoca ma “Like a prayer” è semplicemente un disco che non dovrebbe mai mancare nella raccolta di chi, come me, ha vissuto in pieno gli anni ’80. Medaglia d’argento per “Like a prayer” di Madonna.

1) Bjork – Homogenic

bjork-homogenic

La medaglia d’oro va a “Homogenic” di Bjork del 1997. Quando uscì il suo singolo di lancio “Joga”, sono stato colto da una strana sensazione, come se la musica che avevo ascoltato fino ad allora fosse solo la punta dell’iceberg di un mondo a me totalmente sconosciuto. “Homogenic” ha avuto il grande pregio di allargare la mia visione della musica a 360°. La musica non è solo nei dischi o negli strumenti o nelle belle voci, la musica è ovunque, soprattutto nella natura e “Homogenic” è un disco dannatamente innovativo, in cui i suoni dei ghiacciai, dei vulcani, dei geyser, del cielo diventano una splendida armonia, impreziosita da un quartetto d’archi che pervade tutte le tracce, da quelle più dolci a quelle più deliranti. “Homogenic” di Bjork è il disco straniero più bello che abbia mai avuto.

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