Belgio e Paesi Bassi 2015

La settimana scorsa sono stato in Europa Centrale, in Belgio e Paesi Bassi per l’esattezza … e quale occasione migliore per prodigarmi in una delle mie splendide trash cronache, che oramai ne faccio una ogni morte di papa??? Ma vieni!!!!

Giorno 1
Solamente a me poteva venire in mente di prenotare un volo per le 9:30 del primo giorno di ritorno dalle ferie di tutta Roma quindi, per evitare ritardi dovuto al traffico su quel raccordo anulare di m***a, ho messo la sveglia per le 6: 40. Decido di non mettere il computer in valigia, dato che con Ryanair il bagaglio a mano deve pesare al massimo 10 kg e in valigia ho appena 1,5 kg di porchetta sottovuoto. Arrivo a Ciampino, lascio l’auto al parcheggio e mi dirigo al gate. Dato che non ho fatto colazione, mi fermo al bar e prendo caffè e cornetto: il caffè faceva schifo e il cornetto era di plastica, quindi cominciamo bene. Dopo arriva il mio primo giramento di palle: non mi pesano il bagaglio … e io che ho lasciato il pc a casa!!! L’aereo parte in perfetto orario e procede tranquillamente tranne che negli ultimi 20 minuti, quando all’unisono tutti i bimbi presenti cominciano a sbraitare, manco si fossero dati appuntamento. Atterriamo ma credo che il comandante abbia premuto un po’ troppo l’acceleratore e quindi la frenata mi è sembrata abbastanza brusca. In aeroporto mi attende Luigi, un mio caro amico che vive lì da quasi 3 anni ormai. Ci dirigiamo verso casa sua e di Dirk, sita in quel di Booschot in provincia di Anversa, una tranquilla cittadina di campagna con le case coi tetti a spiovente, la gente che gira felice in bicicletta e Mary Poppins che vola di camino in camino. Dopo un pranzettino leggero, andiamo a prendere Dirk alla stazione, dato che proprio oggi ha ripreso a lavorare e ce ne torniamo a casa per rilassarci e per bere il mio ultimo sorso di acqua, dato che non vedo perché mai doverne bere in Belgio, dato che hanno della birra buonissima. Infatti la prima birretta me la scolo di sera in un tipico locale fiammingo, dove gusto un vol-au-vent gigante con carne, funghi e formaggio, accompagnato da una montagna di patate fritte e insalatina. Quindi dopo tutti a nanna che domani si visita la città di Anversa!!!

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Giorno 2
Devo dire che ho dormito meravigliosamente. Mi sveglio con calma e mi preparo per andare assieme a Luigi ad Anversa. Arriviamo alla stazione e, appena mettiamo piede sulla banchina del treno, viene giù un diluvio universale che per l’occasione hanno riesumato l’arca di Noè. Fortunatamente dura solo pochi minuti e ci addentriamo nella città. Anversa è davvero meravigliosa, trovo che sia una città splendida, molto diversa da Bruxelles ma non per questo meno bella. Passiamo davanti a una cioccolateria artigianale e prendiamo due melo choc, che crediamo siano mele ricoperte di cioccolato e invece altro non sono che negrettini artigianali: insomma una porcata esagerata! Giriamo per la piazza principale e vediamo un po’ di monumenti e dopo ci dirigiamo da Panos, una nota catena del posto di sandwiches, in cui si siede accanto a noi un attore porn… un bellissimo ragazzo che sembra uscito dall’uovo di Pasqua, anche se avrei preferito che fosse uscito da un film porno.
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Cerchiamo poi la cattedrale di Saint Paul, una chiesa gotica e giriamo quasi tutta la città incontrando diverse chiese tranne quella che serve a noi, nonostante la mappa che a questo punto credo sia stata fatta una vera chiavica. Dopo appena due ore che la stiamo cercando, ci rinunciamo e torniamo indietro e… indovinate un po’ cosa troviamo all’improvviso? La cattedrale di Saint Paul, in una zona totalmente diversa rispetto a dove era segnalata sulla mappa. Dopo un paio di riprovevoli imprecazioni in napoletano, entriamo e troviamo un giardino adiacente con delle splendide statue scolpite nella roccia: capolavoro artistico megagalattico!!! Dopo saliamo sul Mas, una sorta di torre alta appena dieci piani da cui si può ammirare uno splendido panorama. Passiamo per il quartiere a luci rosse, dove rimango stupito non tanto dal fatto che nelle vetrine ci sono delle ragazze ma dal fatto che alcune di loro sono veramente inguardabili. Io di donne sicuramente non ne capisco nulla o è più corretto dire che non ne capisco un c***o ma non riesco a immaginare chi abbia determinati gusti: perchè dovresti pagare una come quella quando magari per la stessa cifra o poco più potresti avere una che sembra Barbie a due vetrine più avanti? Prima di rientrare, vorrei acquistare dei magneti da frigo. Ora, dovete sapere che ad Anversa la cosa più facile da trovare sono i diamanti. Sì, avete capito bene: diamanti, soprattutto nella zona della stazione. Ve li tirano dietro, c’è un negozio ogni 5 metri, manco Paperon De’ paperoni ne possiede così tanti ma col cavolo che riuscite a trovare un negozio che vende souvenir come i magneti da frigo! Dopo averli trovati a culo, torniamo a casa, dove Dirk ha cucinato una cosa leggera: i peperoni ripieni di carne. Beh, dopo la scarpinata della giornata, direi che ci possono stare, dai.

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Giorno 3

La mattina la passiamo a casa, dato che il mio amico aveva in arretrato circa settordici paia di panni da stirare. Diciamo che ce la prendiamo abbastanza comoda, dato che la sera dobbiamo andare a cena a casa di una loro amica che abita a Leuven, la città universitaria. Quindi decidiamo di andare con Dirk lì il tardo pomeriggio e ovviamente appena scendiamo dalla macchina viene giù un altro diluvio universale. Fortunatamente dura pochi minuti e cominciamo la visita della città. La piazza con la biblioteca è letteralmente invasa dalle giostre per una fiera che purtroppo non è ancora partita ma noi, inguaribili bambinoni, vogliamo farci almeno un giro. Luven comunque è davvero stupenda e caratteristica, piccola e soprattutto è la città della Stella Artois! Dopo un bicchiere in uno dei locali tipici della piazza dove si radunano gli studenti, andiamo a casa dell’amica di Dirk per la cena e la serata prosegue fra un piatto di pasta, vino, birra e tre o quattro lingue che si mescolano fra loro e non per i fumi dell’alcool.

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Giorno 4

Ci svegliamo veramente tardi, manco fossimo sprofondati in letargo: oggi ritorno a Bruxelles, la capitale. Purtroppo dato l’orario, non posso fare il giro che avevo in mente e quindi la visita è rilegata al centro storico. Appena arriviamo alla Gran Place, notiamo che Bruxelles è stata invasa dai tifosi della Bosnia Erzegovina: c’è la partita contro il Belgio per la qualificazione dei prossimi europei!!! Bruxelles è sempre stupenda come me la ricordavo, solo che adesso il Manneken Pis ha come sottofondo un coro da stadio in una lingua dei Balcani. A Bruxelles la mia confusione linguistica tocca l’apice: poichè nella capitale si parla francese, inglese e poco nederland, in un negozio per salutare ho detto “danku very well, au revoir” e giuro che dovevo ancora bere la prima birra della giornata. Tappa culinaria obbligatoria sono le patate fritte e le gaufres, vero motivo della nostra visita nella capitale. Prima di cercare la cattedrale, ci feriamo al meraviglioso negozio dei Puffi!!! Dopo una capatina esterna al palazzo Reale, andiamo alla splendiderrima cattedrale. Intravediamo quattro tifosi del Belgio che si avviano allo stadio e noi ci avviamo a casa, anche perchè ovviamente sta per piovere di nuovo!!!!

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Giorno 5

Dopo la scarpinata di Bruxelles, i nostri piedi reclamano tregua e quindi la giornata è casalinga. La teniamo impegnata andando a fare la spesa, dato che ho avuto richiesta di fare la pizza. E qui mi accorgo che in Belgio non usano il lievito di birra bensì quello istantaneo. Ora, io nonl’ho mai usato, non so come accidenti verrà ma non ho alternative, quindi so che la sera mi dovrò prodigare in arditi esperimenti culinari. Il pomeriggio decidiamo di andare di nuovo ad Anversa per vederci con Dirk dopo il lavoro e bere una birretta assieme e per fare acquisti cioccolatosi. Facciamo anche tappa in un grande negozio dove un simpatico commesso dal viso molto carino e dalla sostanziosa virilità sembrava guardarmi molto compiaciuto e si è meravigliato quando mi ha sentito parlare in inglese. Ora, non so che razza di opinione hanno in Europa Centrale di noi italiani ma io lo informo che molti italiani parlano più di una lingua; purtroppo non gli lascio il mio numero di telefono. Vabbè, meglio farsi una birretta in uno splendido locale e poi a casa: il mio esperimento culinario riesce alla perfezione… e scusate se è poco!!!

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Giorno 6
Oggi andremo ad Amsterdam: finalmente anche io andrò in una delle capitali europee più amate da tutti. Indovinate un po’ che succede appena usciamo di casa? Piove! Fortunatamente solo durante il tragitto nelle campagne dei Paesi Bassi, ad Amsterdam splende il sole e tira solo un po’ di vento come se nelle vicinanze ci fosse un tornado Forza 5. Amsterdam è davvero particolare e le cose che mi colpiscono sono: il fatto che le case siano storte a casua dell’instabilità del terreno e sembra che stiano per cascarti in testa, la quasi mancanza di monumenti da visitare, l’elevato tasso di delinquenza e i tre odori caratteristici, cioè la marjuana, la birra e l’urina. Amsterdam è piena di ragazzi e ragazze che fanno l’addio al celibato e al nubilato e sui fiumi vediamo passare una battello pieno di lesbiche attempate che salutano tutti. Ad un certo punto vediamo una calca di turisti italiani e capisco che siamo arrivati al quartiere a luci rosse, che più che altro sembra il quartiere dei ristoranti; devo dire che ho trovato molto più caratteristico quello di Anversa. Come se non bastasse un ragazzo visibilmente strafatto chiede ai miei amici di volermi conoscere. Ora, io so di non essere Brad Pitt ma se qualcuno vuole proverci con me gradirei che fosse almeno sobrio e capacissimo di intendere e di volere. La sera torniamo in Belgio per la cena, che si rivela un po’ animata a causa di confronti linguistici e nonper i fumi dell’alcool, come avreste potuto pensare. Il giorno dopo ho l’aereo ma spero di tornare quanto prima in questi posti che, diciamocela tutta, mi piacciono davvero tanto.

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