Il viaggio di Arlo

thegooddinosaur

In un’ipotetica era dove i dinosauri non si sono mai estinti vive Arlo (Raymond Ochoa), un giovane e impaurito brontosauro che assieme alla sua famiglia gestiscono una fattoria. Un giorno Arlo scopre che le provviste vengono rubate da un piccolo essere umano e per inseguirlo smarrisce la strada di casa. Aiutato proprio dal piccolo cavernicolo, Arlo intraprenderà un viaggio attraverso territori sconosciuti e mille pericoli per tornare dalla sua famiglia.

Diretto da Peter Sohn (“Ponyo sulla scogliera”), ecco nelle sale l’altro film Disney atteso per quest’anno: “Il viaggio di Arlo”. Non è la prima volta che la Disney si cimenta con i dinosauri: basti pensare proprio all’ingiustamente sottovalutato “Dinosauri” del 2000 che era comunque indirizzato verso un pubblico più adulto. Con “Il viaggio di Arlo” invece il target si sposta verso un pubblico più giovane ma non per questo il film risulta meno affascinante. E’ interessante vedere come in un futuro alternativo i dinosauri siano diventati contadini o allevatori di bestiame, senza sminuire la maestosità di questi leggendari animali. Da un punto di vista dello sviluppo, “Il viaggio di Arlo” è stato uno dei film Disney che ha avuto un lavoro molto travagliato, tra cambi di cast, licenziamenti di staff tecnico, ritardi nelle date di uscita ma tutto sommato il risultato è davvero apprezzabile. Da un punto di vista tecnico, l’animazione in questo film compie decisamente un balzo in avanti, soprattutto nei paesaggi, che rimandano alla zona delle Montagne Rocciose degli Stati Uniti e che sembrano quasi ripresi direttamente come già accadde per “Dinosauri” e invece è tutta grafica generata al computer. Buona la scelta di dare un tocco di selvaggio West all’ambientazione, esaltata anche dalle musiche di Mychael Danna. Da un punto di vista dei contenuti, il film riprende l’idea della crescita e del passaggio da un livello a un altro nella vita di ognuno di noi: è un concetto già affrontato in altre pellicole sempre Disney ma risulta sempre e comunque vincente. Sicuramente è un titolo più di nicchia, siamo ben lontani dai fasti di “Frozen”, “La sirenetta” o “La bella e la bestia” ma credo che valga la pena andare a vederlo, come tutti i film della Disney.

Giudizio critico cinematografico: casa dolce casa

Voto al film: 7

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