Le canzoni più brutte del festival di Sanremo

Allora, il festival di Sanremo è finito una settimana fa e, poichè sono di ottimo umore, mi pare giusto fare una top ten delle canzoni più brutte che abbia mai ascoltato durante i vari festival, anche perchè l’anno scorso ho fatto la top ten delle mie preferite. Devo dire che non è stato proprio facile, anche perchè di canzoni brutte in più di 60 anni ce ne sono state eccome. Ne ho dovute escludere alcune come “Su di noi” di Pupo oppure “Siamo donne” di Sabrina Salerno e Jo Squillo oppure “Nostalgia canaglia” di ALbano e Romina ma solo perchè in questa classifica ce ne sono di ben più brutte. Curioso il fatto che le canzoni in questione siano quasi completamente interpretate da uomini. Inoltre non ve la prendete a male se offendo il vostro gusto: questo è soltanto il mio.

10) Vita trannquilla – Tricarico

vitatranquilla

Non mi interessa che a Sanremo 2008 “Vita tranquilla” di Tricarico ha vinto il Premio della Critica: a me non piace, punto e basta. Sarà perchè sono molto prevenuto nei confronti proprio del cantautore, la cui musica per me resta uno dei misteri di Fatima non ancora svelati. Fortunatamente è un po’ che non lo si sente in giro e spero non torni più sul palco dell’Ariston per propinarci altre lagne come questa.

9) Uomini soli – Pooh

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E non mi interessa nemmeno che “Uomini soli” dei Pooh abbia addirittura vinto Sanremo 1990. In quell’edizione poi c’erano canzoni davvero belle ma ha vinto questa lagna assurda. Quest’anno i Pooh sono tornati sul palco dell’ristton in qualità di ospiti: meno male che non hanno proposto nuovi singoli.

8) Sette fili di canapa – Mario Castelnuovo

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Durante Sanremo 1982 si esibì un certo Mario Castelnuovo con “Sette fili di canapa” e ricordo ancora l’espressione di mia madre quando partì soprattutto il ritornello: definirlo imbarazzante era dir poco. L’ho riascoltata a distanza di anni e devo dire che ci sarebbe da piangere piuttosto che da ridere: quale oscuro significato si celi dietro quel testo resta ancora un enigma da risolvere.

7) Italia – Mino Reitano

italia

Pace all’anima sua ma io, musicalmente parlando, non ho mai tollerato Mino Reitano e credo che “Italia” presentata a Sanremo 1988 sia stata la sua canzone peggiore. Un nuovo inno di Mameli, usato poi per fomentare le folle delle feste di quartiere e cantata come se non ci fosse un domani: semplicemente oscena.

6) Se si potesse non morire – Modà

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Credevo di dover piazzare “Se si potesse non morire” dei Modà più in alto in questa mia classifica e invece si ritrovano solo qui alla sesta posizione. Non per questo la canzone fa meno schifo, anzi. I modà sono una delle realtà musicali più imbarazzanti del nostro Paese e in questa canzone presentata a Sanrmeo 2013 lo abbiano dimostrato ampiamente.

5) Il mio amico – Anna Tatangelo

ilmioamico

Fare una canzone sui gay che sono sensibili: che originalità. A questo punto Anna Tatangelo a Sanremo 2008 poteva anche fare una canzone sui neri che hanno il ritmo nel sangue oppure sul latte che è ricco di calcio oppure sbandierare il sempre efficace “non esistono più le mezze stagioni”. Credo ne abbia fatte anche di più brutte ma “Il mio amico” secondo me è la peggiore in assoluto.

4) Per tutte le volte che – Valerio Scanu

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La vittoria più insolita per un brano vincitore al festival. Il regolamento di Sanrermo 2010 prevedeva che potesse esserci un ripescaggio fra le canzoni eliminate durante le serate e così è stato e “Per tutte le volte che” ha anche vinto. Non si sa ancora come una canzone scartata durante il corso della gara venga ripescata e miracolosamente innalzata in cima alla classifica. Fosse stata una bella canzone magari un motivo lo avrei trovato e invece no: me ne sono fatto una ragione in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

3) Non dirgli mai – Gigi D’Alessio

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Siamo sul podio e direi che “Non dirgli mai” di Gigi D’Alessio da Sanremo 2000 merita la medaglia di bronzo a pieni titoli. Trattasi di canzone neomelodica della peggior specie con testo adattato in italiano per esser compreso dal pubblico dell’Ariston, il quale però ancora oggi non ha ancora compreso perchè D’Alessio quell’anno si trovasse lì sopra. E’ una canzone così brutta che a mio avviso fa anche quasi ridere.

2) Voglio andare a vivere in campagna – Toto Cutugno

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Il giorno dopo la prima serata di Sanremo 1995 ero a scuola e tutto il mio liceo cantava “Voglio andare a vivere in campagna” di Toto Cutugno: ma non la cantava perchè gli piaceva ma solo perchè era ridicola. Non so a cosa pensasse Cutugno quando l’ha composta ma penso che dopo 21 anni abbia finalmente realizzato che certe cose non vanno assolutamente fatte. “Voglio andare a vivere in campagna” si becca la medaglia d’argento perchè… c’è una canzone ancora più brutta di questa!!!

1) Vorrei avere il becco – Povia

vorreiavereilbecco

Ecco la canzone più brutta di qualsiasi edizione: “Vorrei avere il becco” di Povia da Sanremo 2006. Vorrei sapere non solo come si fa a concepire una cosa del genere ma anche a votarla come il miglior brano di quell’edizione del festival. La gente e le giurie secondo me avevano bevuto troppo oppure si erano calati con qualche sostanza stupefacente di altissima qualità. Povia da un punto di vista musicale è di quanto peggio esista in Italia e questo suo brano rappresenta in pieno la sua mente malata e contorta. Non ho parole, solo parolacce per il primo posto di questa mia classifica.

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2 risposte a Le canzoni più brutte del festival di Sanremo

  1. Catia ha detto:

    Da appassionata di jazz, musica classica e canzone d’autore mi stupisce assai che tu abbia incluso nell’elenco di questa robaccia, di cui salvo Tricarico e i Pooh, una pietra preziosa come “Sette fili di canapa”, canzone bellissima, innovativa e geniale come partitura, (l’intermezzo musicale con il sax è straordinario) testo e interpretazione. Definirla addirittura peggio di “Siamo donne” è pura eresia. Non si tratta di gusti personali ma di educazione all’ascolto.

    • cocoon1975 ha detto:

      Da piccolo mi faceva ridere ma l’ho riascoltata poco tempo fa per capire se fosse comunque una bella canzone che all’epoca non potevo comprendere. E comunque mi sono accorto che anche oggi non mi piace. Forse musicalmente può essere interessante ma nel complesso trovo sia di troppo difficile ascolto anche per il mio orecchio. Sono più che ben educato all’ascolto: se così non fosse, avrei messo “Siamo donne” nella classifica delle canzoni più belle. Forse per me il concetto di canzone bella è sicuramente diverso dal tuo.

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