Perfetti sconosciuti

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A casa di Eva (Kasia Smutniak) e Rocco (Marco Giallini) si svolge una cena fra amici: a tavola ci sono Cosimo (Edoardo Leo) con sua moglie Bianca (Alba Rohrwacher), Lele (Valerio Mastrandrea) con sua moglie Carlotta (Anna Foglietta)  e Beppe (Giuseppe Battiston). Durante la cena Eva propone un gioco: mettere sul tavolo tutti i cellulari e leggere ad alta voce i messaggi che arrivano e parlare con il vivavoce alle telefonate ricevute, perchè ognuno di noi ha sempre dei segreti da nascondere all’altro.

“Perfetti sconosciuti” è il nuobo film diretto da Paolo Genovese (“Miracolo napoletano”, “La banda dei babbi Natale”, “Immaturi”, “Tutta colpa di Freud”) che ha curato anche la sceneggiatura. Quest’ultima è sicuramente il punto principale di forza di tutto il film, girato quasi completamente attorno alla tavola dove si consuma una cena destinata a diventare un’esperienza purtroppo indimenticabile. “Perfetti sconosciuti” comincia con uno spirito da commedia brillante, fatto di battute e situazioni divertenti per poi subire un crescendo di pathos e diventare altamente drammatico, fino al colpo di scena finale che per molti non è stato di rapido impatto ma aggiunge un significato davvero profondo al tutto. Questo significato è che in fondo noi non potremmo mai conoscere veramente il nostro partner, i nostri amici e tutti i nostri segreti sono oramai racchiusi dentro ai cellulari, scatole nere della nostra società attraverso cui viviamo vite parallele virtuali e non. “Perfetti sconosciuti” è arrivato nelle sale anche in un periodo in cui in Italia si sbandiera tanto la sacralità della cosiddetta famiglia tradizionale e dei valori del matrimonio: bene, qui tali valori vengono letteralmente buttati nella pattumiera, facendo capire che siamo sempre e solo noi gli artefici del nostro destino, senza alcuna etichetta. Genovese riesce a cogliere perfettamente ogni sfumatura dei personaggi, facendoci entrare quasi in punta di piedi nella loro sfera privata e lasciandoci sì con l’amaro in bocca ma anche con il piacere di aver assistito a un grande esempio del buon cinema italiano. Bellissima anche la canzone di Fiorella Mannoia nei titoli di coda.

Giudizio critico cinematografico: guardatevi le spalle

Voto al film: 9+

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