La cattiveria, l’invidia e il latte alle ginocchia

invidia

Leggo ancora un po’ troppo spesso che tutti si lamentano della cattiveria delle persone, dell’invidia che queste ultime proverebbero nei confronti di chiunque e della persecuzione di ognuno nei propri confronti. Io, se vedo che qualcuno si comporta male con me, non penso sia cattivo e invidioso, penso solo sia un grandissimo stronzo. Uno con me può essere cattivo solo se io gli abbia fatto un torto. Non credo inoltre che si possa essere invidiosi di me, non ho nulla da invidiare, sono una persona straordinariamente banale. Quando usate a sproposito termini come cattiveria e invidia, mi fate venire il latte alle ginocchia. Ognuno di noi non va a genio a qualcuno: mica possiamo piacere a tutti. Stiamo semplicemente sulle palle a qualcuno, quindi facciamocene una ragione e andiamo avanti. Del resto, a ognuno di noi sta sulle scatole almeno una persona, no? Questo è il primo esame di coscienza che dovremmo farci. Il secondo invece è che dovremmo apprezzare di più chi ci ama e ci stima e che fa veramente parte della nostra vita, piuttosto che ad effimere conoscenze a cui non andiamo proprio a genio.

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