Quattro povere anime

Devo essere onesto: la vittoria del No al referendum mi ha piacevolemte sorpreso, dato che ero straconvinto che avrebbe vinto il Sì. Nel mio post precedente avevo scritto che ciò che mi ha colpito più di tutto in questa campagna per il referendum era stata la passione per gli Italiani alla vicenda, come non se ne vedeva da anni. Anche alcuni amici miei sono andati a votare dopo anni che non lo facevano. Bene, dopo il risultato quello che mi ha colpito di più sono stati quattro personaggi che a modo loro si son fatti sentire più degli altri. Vediamoli assieme.

Matteo Renzi, il grande sconfitto

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Ha smosso mari e monti per la campagna a favore del Sì, mandando agli italiani anche una lettera, in cui spiegava le valide ragioni per cambiare la nostra Costituzione. L’annuncio delle sue dimissioni in diretta tv non è stato solo il suo momento politico più difficile ma anche il crollo di un uomo e della sua vita. Non so se lo rivedremo ancora in giro, certo è che mi ha fatto davvero una gran pena.

Piero Pelù, il gran paraculo

pelu

Il suo post sulla matita cancellabile sulla scheda elettorale è diventato viralissimo dopo pochi minuti. Il cantante del Litfiba ha colto subito la palla al balzo, aggiungendo come hastag il titolo del nuovo album della rock band. Non credo di esser stato l’unico a ricordarsi che quando si vota c’è sempre stata una matita, che comunque lascia un segno evidente sulla carta speciale del referendum. Complimenti a tutti quelli che ancora oggi non riescono ad arrivarci. Pelù resta sempre un vecchio marpione!!!

Matteo Salvini, l’inutile onnipresente

Trasmissione televisiva Porta a Porta, politica

Devo essere onesto: durante la campagna elettorale non ho mai ascoltato cosa dicesse Salvini a riguardo, anche perchè appena lo becco in tv cambio canale. Sulla sua pagina Facebook si loda come se la vittoria del No fosse merito suo e i suoi seguaci lo acclamano come il nuovo Messia. Non so se Salvini e i suoi leccapiedi ne siano al corrente, ma la Costituzione è stata creata per liberarci dal dominio fascista di quegli anni, visto che la Lega Nord è un partito di destra con influenze fortemente fasciste.

Mario Adinolfi, il risorto dal cassonetto dei rifiuti

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Di quell’abominio di Adinolfi se ne erano perse le tracce dopo la sua epica rombata alle elezioni amministrative di Roma. RIsorge dalla raccolta dell’indifferenziato su Twitter, dicendo “dopo Holland, Obama, Zapatero e Cameron un altro politico prono alla lobby LGBT cade”. Adinolfi resta sempre un inutile pagliaccio, che ci fa solo sorridere per quanto sia stupido. E comunque la legge Cirinnà, unica cosa buona del governo Renzi, resterà. Bello mio, fattene una ragione e pensa a dimagrire!!!

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