13 reasons why

Hanna Backer è una studentessa che si è tolta la vita. Prima di farlo però ha inciso su tredici cassette la sua voce, destinando ogni lato a una persona in particolare. Quando le casette arrivano al suo amico Clay, questi comincia ad ascoltarle e la voglia di verità e di giustizia per Hannah diventano le sue priorità.

“13 reasons why” è l’adattamento televisivo del romanzo firmato da Jay Asher. Inizialmente gli Universal Studios, che avevao acquistato i diritti, avevano pensato a un film con Selena Gomez. Poi si è deciso di cambiare per una serie tv e Selena Gomez è uno dei principali produttori esecutivi, che ha fortemente voluto questo lavoro. La serie affronta in maniera molto seria e cruda vari temi come il bullismo, il suicidio e la violenza sessuale, il tutto condito dalla ormai troppa dipendenza dei ragazzi degli innumerevoli social, che hanno comunque modificato il modo di rapportarsi.

La serie è stata acclamata in tutti i paesi in cui è andata in onda su Netflix dalla fine di Marzo in poi. La critica e il pubblico hanno lodato il coraggio e la crudezza con cui vengono affrontati certi argomenti, l’interpretazione del cast e l’ottima colonna sonora. Particolare è anche l’atmosfera che pervade tutta la serie, che non lo ha fatto cadere nella spirale delle serie tv per ragazzi, bensì è destinato a un pubblico decisamente più adulto.

La serie è stata oggetto di alcune controversie. Negli USA é stata accusata di istigare i ragazzi al suicidio mentre da noi i ragazzini ne hanno detto di tutti i colori a chi non é piaciuta: ecco, queste sono le persone che hanno recepito in maniera impeccabile il messaggio di “13 reasons why” e ai quali consiglierei di seguire i programmi di Barbara D’Urso, che magari fanno meno danni.

Perchè mi è piaciuto così tanto “13 reasons why”? Perchè è vero, è crudo, corggioso e tristemente indispensabile. Hannah Beker non è solo un personaggio inventato, esiste in ogni città, in ogni nazione. Il sottoscritto ai tempi delle medie e del liceo è stato vittima di bullismo, solo che ho reagito raccontando tutto ai miei genitori e loro si son precipitati a scuola per risolvere la questione: a quei tempi però non c’erano internet e i social media. Oggi tutto viene amplificato tramite la rete, così come anche il bullismo: basti pensare a quelli che riprendono una ragazza che ne picchia un’altra che non sa come difendersi e ci ridono pure sopra, basta che dopo si condivida il tutto. “13 reasons why” non dovrebbe essere visto solo dai ragazzini, che non credo ne coglieranno in pieno il messaggio, ma soprattutto dagli adulti, perchè siamo noi adulti i primi a dover soccorrere i ragazzi, che sia un figlio o un nipote. Hannah Baker è in ogni scuola, in ogni città e in ogni nazione. Troppo spesso abbiamo sentito di ragazze e ragazzi che si son tolti la vita per un video o una foto diventati virali, per una risatina e uno squallido commento di troppo sentiti quando si va in giro per la città.

voto alla serie: 9

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in TV e dintorni. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...