Morire dignitosamente e far morire senza dignità

Devo fare outing: credevo che Totò Riina fosse morto già da tempo ma credo che mi stia confondendo con qualcun altro. La notizia è che il boss dei boss sarebbe in fin di vita e che è stata presentata un’istanza per permettere a Riina di uscire dal carcere, dove è rinchiuso dal 1993, per avere una morte dignitosa. Il popolo del web si è scatenato a riguardo con reazioni più o meno infervorate. Io non sarò da meno e mi spiego meglio. In Italia si combatte la mafia, si combatte la camorra, si combatte la ‘ndrangheta da troppo tempo e troppo sangue innocente è stato versato in questa lotta pluridecennale. Si chiede di pensare a Riina on come al boss di tutti i boss ma come essere umano, al quale non si può negare una fine rinchiuso fra quelle quattro mura. Io invece penso a Giovanni Falcone e a sua moglie, penso a Paolo Borsellino, penso agli uomini delle loro scorte, penso a tutte quelle persone che hanno perso i loro cari, morti in maniera più che indignosa. Non riesco a pensare a Totò Riina come a un uomo, riesco a pensare a lui soltanto come a una bestia assassina che non si è mai fatto alcuno scrupolo. Riesco solo a pensare al momento in cui morirà da solo nello squallore di una cella, senza i suoi cari al suo fianco. Altro che fine dignitosa: la dignità da quel di’ che se l’è giocata!!!

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