Diritti e doveri

Sento di dover dire la mia sulle polemiche legate alla decisione di Gianna Nannini di trasferirsi in Gran Bretagna, per tutelare i diritti della figlia Penelope. Il popolo della rete ha solevato un polverone, accusando la cantautrice senese di non essersi mai esposta o comunque di non aver mai fatto nulla per far valere i suoi diritti in Italia, a differenza di tanti altri colleghi suoi. Al di là delle motivazioni sulla stepchild adoption che io condivido, poichè in Italia ancora non c’è una legge che tuteli i bambini in questo senso, io credo che i cantanti, di qualunque orientamento sessuale siano, si sono sempre fatti portavoce dei diritti umani, perchè arrivano diritti alle masse, soprattutto quando parliamo di cantanti di un certo livello e popolarità. Gianna Nannini è arrivata ad almeno tre generazioni di fans e a mio avviso avrebbe dovuto fare o dire qualcosa a riguardo, anche solo per rispetto di chi da una vita lo fa per far valere i suoi diritti. Per me fa bene a tutelare la figlia, se per caso lei dovesse scomparire prematuramente, ma è mai possibile che in più di 30 anni di onorata carriera non abbia mai speso una parola per una causa che l’ha sempre riguardata? Io continuerò ad ascoltare le sue canzoni, sarà sempre una delle mie artiste italiane preferite ma l’avrei apprezzata ancora di più se avesse fatto qualunque cose per farci sentire il suo appoggio.

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