Il concerto di Carmen Consoli

Giovedì sera sono stato al concerto di Carmen Consoli e non posso non parlarvene perchè ne sono stato davvero entusiasta. Dopo la performance dei bravissimi supporters, che hanno proposto brani in siciliano, l’atmosfera al teatro dell’Auditorium di Roma sale e la leggera brezza di una sera estiva mi fa capire che sarà qualcosa di magico. La piccola orchestra di Carmen compare piano piano sul palco fra meravigliosi giochi di luci e accordi musicali e infine arriva lei, con un lungo vestito scuro, scarpe altissime e i capelli che le scendono sul viso e il pubblico la acclama a gran voce. E si comincia con un pezzo in siciliano, non so se suo o tradizionale, ma Carmen vuole portarci nel suo mondo, nella sua Catania, nella sua meravigliosa terra attraverso le sue canzoni ma non solo. Sul palco arrivano anche le storie della sua famiglia, quindi si avvicendando le canzoni dedicate al padre, alla madre e allo zio ed è come se il pubblico si stringesse attorno a lei in un unico grande abbraccio. Ad un certo punto l’orchestra si congeda e rimane da sola con la sua chitarra e il suo pubblico e il momento diventa ancora più intimo. Le canzoni della sua ventennale carriera si susseguono fra alcune hit come “L’ultimo bacio”, “Fiori d’arancio”, “Mandaci una cartolina”, “Confusa e felice”, “Amore di plastica”, “L’eccezione”, “PArole di burro”, “Guarda l’alba”, “Geisha”, “Venere” e altre più di nicchia ma non per questo meno belle. La voce e profonda, calda, in alcuni punti non proprio pulita ma a un’artista come lei si può perdonare tutto. Sul palco non ho visto la ragazza alternativa di una ventina di anni fa coi capelli corti e la chitarra in mano ma una splendida donna, una mamma, una cantautrice, un’artista a tutto tondo che spero continui ad emozionarci coi suoi testi profondi e ricercati e con la sua musica, che ci fa vedere la Sicilia come non una terra martoriata da innumerevoli problemi ma come un posto bellissimo, di cui spesso ci dimentichiamo un po’ troppo spesso.

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