Forze nuove e vecchi idioti

Il simpatico e inutile manifesto che vedete qui sopra è uno dei tanti della triste propaganda di Forza Nuova. Volevo comunque dire agli adepti di questa setta di non preoccuparsi sulle nascite in Italia, dato che la loro mamma è sempre incinta.

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Porci e padri

Vivere in una città come Roma e provincia non è facile. Una delle cose che in assoluto detesto di più a Roma, ma anche in altre città, è l’attitudine all’uso della bestemmia come se fosse una cosa normale. Oggi in metro ho assistito a una scena che mi stava per far vomitare il pranzo. Un padre con la figlioletta, che avrà avuto massimo 5 anni e verso la quale l’amorevole genitore si rivolgeva con dolci epiteti come “Ma che cazzo stai a fa’?” oppure con tenere domande come “Te voi movere, cazzo???”. Ma il top è stato quando vicino alla bimba ha iniziato a dire porco qua e porco lá. Ora, io mi chiedo seriamente che razza di genitore possa essere una persona del genere. Non venitemi a fare la predica che sono un bacchettone, perchè voglio proprio vedere se a vostra figlia sentite qualcuno che la apostrofa in questo modo. Rompono tanto le palle a quelli come me sulle adozioni e l’utero in affitto ma nemmeno vedono lo schifo che c’è fra alcuni genitori che hanno procreato in maniera tradizionale. Spero per la bimba che qualche autorità gliela tolga.

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Forza Sugar

Sugar Pepper è un bimbo di 5 anni che vive col padre Peter, ex pugile professionista che decide di tornare sul ring. Sugar ha la stessa passione del padre, che muore dopo un incontro per il titolo. Sugar si trasferisce così a casa dei nonni materni, i quali invano tenteranno di dissuaderlo dal diventare un pugile come il padre. Divenuto adolescente, Sugar si trasferirà a Tokyo, per diventare un pugile professionista.

“Forza Sugar” è un anime prodotto  nel 1980 dalla Toei Animation e tratto da un manga di genere spokon, cioè legato al mondo dello sport. Cartone animato abbastanza drammatico, “FOrza Sugar” è una parabola dei primi anni della vita di ogni ragazzo, con il passaggio da bimbo a ragazzo fino a diventare un giovane uomo. Ovviamente i temi affrontati sono il dolore per la perdita dei genitori ma anche la voglia di realizzarsi e di seguire un obiettivo. Lo sport usato come mezzo per raggiungere questo obiettivo è un messaggio altamente positivo, nonostante l’anime non sia stato destinato a un pubblico giovanissimo, visto l’altro tasso di drammaticità. I personaggi sono tutti molto ben strutturati e la psicologia del protagonista Sugar snocciolata nei minimi termini. Una curiosità: l’anime segue ilmanga fino a un certo punto e ha un finale in sospeso, mentre nel manga Sugar diventa un campione nel modo del pugilato per professionisti.

In Italia i 35 episodi di “Forza Sugar” sono andati in onda su varie emittenti private intorno al 1983, se non erro, riscuotendo un buon seguito. In seguito ha avuto poche repliche sempre su varie emittenti private. Non so se sia mai andato in onda sul canale a tema Man-ga.

La sigla di “Forza Sugar” è stata affidata ai Rocking Horse, che hanno sfornato una canzone nel loro stile impeccabile. Non è mai stato uno dei miei cartoni animati preferiti e a pensarci bene di anime legati al mondo dello sport ne è pieno e c’è ne sono di molto più avvincenti ma mi rendo conto di quanto sia stato ben concepito e ben disegnato. E poi la sigla mi piace.

Voto al cartone: 6

Voto alla sigla: 6+

 

 

 

 

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La cura del benessere

Il giovane affarista Lockart (Dane DeHann) viene mandato in Svizzera in una clinica, per riportare a New York un amministratore della società dove lavora per un importante operazione affaristica. Qui il giovane Lockart viene coinvolto in un incidente d’auto che lo costringerà a permanere nella struttura sotto la direzione del dottor Volmer (Jason Isaacs). Qui farà la conoscenza di Hannah (Mia Goth), una giovane paziente, ma si accorgerà presto che nella struttura i trattamenti riservati agli ospiti sono alquanto oscuri….

“La cura del benessere” è il nuovo trhiller diretto da Gore Verbinski (“Un topolino sotto sfratto”, “The ring”, “Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima luna”, “Rango”, “The Lone Ranger”), qui anche in veste di produttore. Gore Verbinski ci ha già abituato ai toni cupi e claustrofobici quando dirige un horror o un thriller, come ha già dato ampia prova in “The ring”, toni amplificati dalla riuscita fotografia di Bojan Bazelli. “La cura del benessere” probabilmente voleva essere una dura critica al mondo degli affari contemporaneo, dove le persone non hanno più tempo per se stesse o per i loro cari ma tempo soltanto per il lavoro. E invece lo spettatore viene rapito in una spirale di noia, quasi in parallelo con l’imprigionamento dei pazienti rinchiusi nella clinica. La storia de “La cura del benessere” fa davvero fatica a decollare, si svolge in maniera davvero troppo lenta e le scene dedicate ai mostruosi trattamenti della clinica sono solo uno stomachevole riempitivo, che potrebbero essere tranquillamente omessi. Nelle oltre due ore e mezza di proiezione si assiste quindi a una trama condita di personaggi vuoti e sterili, a cui nemmeno un bravo attore come Jason Isaccs ha saputo mettere una pezza, sul resto del cast non mi esprimo proprio. Sicuramente mi ha deluso tanto e sembra che Gore Berbinski, dopo il tonfo di “The Lone Ranger”, abbia perso la versatilità e la bravura che ha sempre mostrato in tutti i suoi film. Mi auguro veramente che torni a girare e a fare film come ha sepre fatto. Peccato davvero, perchè l’idea di base secondo me era buona ma è stata sviluppata in maniera totalmente sbagliata.

Giudizio critico cinematografico: non dormite in sala

Voto al film: 4,5

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Se questo è un sindaco…

Il tipo che vedete qui in foto è il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero, che ha avuto il suo quarto d’ora di notorietà insultando pesantemente la mia città. No starò qui a riportarvi quanto ha detto, anche perchè il sindaco De Magistris gli ha già risposto come più meritava. Ho dato un’occhiata alla sua pagina su Facebook e, dopo aver finito di vomitare, sono qui a chiedervi un favore. andate sul suo profilo che si chiama Pagina Claudio Bizzozero, leggete un po’ così capirete con chi avete a che fare e poi segnalate la pagina. Trovo scandaloso che Facebook tolleri certi messaggi e trovo assurdo aver trovato qualcuno che mi abbia fatto più schifo di Adinolfi e Salvini messi assieme.

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Filtri ridicoli

Ho letto la notizia in rete giusto poco fa ma ci vado cauto perchè non so quanto sia autentica. Su YouTube sarebbe arrivato il filtro per le famiglie, ovvero una funzione che bloccherebbe tutto ciò che riguarda la comunità lgb: dai video di coming out ai baci, dalle canzoni di alcuni artisti come Madonna, Lady Gaga o Katy Perry alle unioni civili. Il tutto per proteggere i bambini, ovviamente. Benissimo, così i bambini saranno protetti da quell’orripilante mondo gay ma in compenso potranno guardare e ascoltare tutte le dichiarazioni omofobe e xenofobe abbaiate da Adinolfi e Salvini, potranno guardare tranquillamente scene di violenza inaudita come le immagini della guerra oppure potranno ascoltare tranquillamente le bestemmie che gli adolescenti urlano come sirene di ambulanze. Certo, tutto questo per le famiglie è più che accettabile: bisogna vedere però a questo punto che tipo di famiglie siano…

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Le zeppole dei rintronati

Stamattina sono andato di buon’ora in pasticceria per le conseuete zeppole di San Giuseppe, sapendo che avrei trovato una tale folla, che a confronto quella della posta dura pochi secondi. Prendo il mio numerino e attendo pazientemente il mio turno ma mi accorgo che le persone prima di me, non tutte ma almeno la maggior parte, erano tutti fortemente rintronati. Diciamo che non mi è sembrato possibile che li ho beccati tutti in un’unica occasione ma i colpi di culo ogni tanto capitano anche a me. Nell’ordine:

  • commessa: numero 54?…. cliente 1: io, io… commessa: ditemi, signora… cliente 1: io, io… commessa: sì, signora, mi dica pure…. cliente 1: io, io…
  • commessa: cosa le occorre?… cliente 2: quattro al forno e quattro fritte… commessa: piccole, medie o grandi?… cliente 2: no, quattro al forno e quattro fritte… commessa: sì ma vi ho chiesto se le volete piccole, medie o grandi…. cliente 2: io ne voglio quattro al forno e quattro fritte…
  • commessa: ecco a voi, sono 13 euro… cliente 3: ma sono le mie?… commessa: sì signora, vi ho fatto il vassoio davanti a voi… cliente 3: ah… e che ci sta dentro???
  • cliente 4: allora, due vassoi, uno per me e uno che devo portare dai parenti… commessa: allora, per distinguerli vi metto lo scontrino sul vassoio vostro… cliente 4: cioè?… commessa: vi attacco lo scontrino al vassoio vostro, così non lo confondete con l’altro… cliente 4: no scusate, non ho capito… commessa: allora, lo scontrino lo attacco al vassoio che dovete tenere a casa, quello che dovete portare dai parenti non ha lo scontrino attaccato… cliente 4: allora lo scontrino sta su quello che devo portare dai parenti?

ah, auguri a tutti i papà

 

 

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