Liberateci dal male

Oggi 25 Aprile è la festa della Liberazione. Ma tra quell’aborto mancato di Mario Adinolfi che è tornato a scrivere le sue puttanate su Facebook e quel troglodita di Matteo Salvini che non perde occasione per effettuare sciacallaggio anche su questa feste, direi che liberi non lo siamo ancora, poichè siamo ancora circondati dalla stupidità di queste persone.

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42 anni

E oggi sono 42. Dai, in fondo me li porto bene. Cercherò di continuare per questa strada, percorrendola non più da solo magari.

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Final Fantasy XV

Per porre fine alle ostilità fra il regno di Lucis e l’Impero di Nifheim, è stato deciso il matrimonio fra il principe Noctis e la sciamana Lunafreya. Noctis parte con i suoi tre migliori amici, Gladio, Ignis e Prompto, verso la città di Altissia, dove si svolgerà la cerimonia. Ma l’Impero tradisce gli accordi e invade il regno di Lucis, uccidendo il re Regis, padre di Noctis. Il principe deve reclamare il suo posto sul trono ma per farlo avrà bisogno prima di recuperare le armi ancestrali, simbolo dei passati re della stirpe di Lucis. Ma il nemico è forte e agisce nell’ombra contro Noctis e Lunafreya.

“Dedicato ai fan di sempre e ai nuovi amici di Final Fantasy”: così comincia l’atteso ormai da troppo tempo quindicesimo capitolo della fortunata saga di videogiochi di ruolo, che quest’anno compie ben 30 anni. Inizialmente “Final Fantasy XV” si sarebbe dovuto chiamare “Final Fantasy Versus XIII” e avrebbe dovuto far parte della saga della Fabula Nova Crystallis ma varie vicende hanno fatto sì che il gioco sia stato rimandato più volte, cambiato, riscritto e infine rinominato definitivamente come quindicesimo capitolo ufficiale della saga. Un’attesa costata quasi 10 anni ai fan, che aspettavano impazientemente questo titolo, ma alla fine la Squarenix ha ripagato questa attesa. “Final Fantasy XV” è stato sviluppato dallo stesso team di “Kingdom Hearts” e non a caso i due giochi, soprattutto nel sistema di battaglia hanno molto in comune.

Quel che mi ha colpito di più in “Final Fantasy XV” è la possibilità di esplorare il mondo in cui si gioca a 360 gradi. Attraverso la storia principale e una sfilza di missioni secondarie, il protagonista assieme ai suoi tre amici ha la possibilità di girare il regno e di raccogliere tesori nascosti e sconfiggere nemici potenti, che gli permetteranno di salire di livello e acquisire nuove abilità, grazie al sistema dei PA, punti abilità che si spenderanno per tecniche di combattimento, curative, magiche o semplicemente per incrementare i parametri. In particolare il livello dei personaggi salirà solo che ci fermeremo a dormire e saremmo obbligati a farlo perchè viaggiare di notte per il regno non è affidabile, visto che di notte vengon fuori dalla terra nemici oscuri all’inizio troppo forti per noi. Il sistema di battaglia ci permetterà di controllare solo Noctis, che avrà la possibilità di controllare tutte le armi che vuole ma potendone portare solo 4 alla volta, mentre gli altri personaggi agiscono indipendentemente, supportando il protagonista in battaglia e attivando loro delle abilità che infliggeranno pesanti danni ai nemici.

Altra caratteristica che mi ha sorpreso è la presenza massiccia della componente maschile. Di solito in tutti i precedenti capitoli ci sono stati personaggi femminili molto forti, guerriere incredibili o esperte di magia. “Final Fantasy XV” è un gioco con un tasso di testosterone davvero alto, cosa alquanto insolita per la saga. Ciononostante, le personalità dei quattro amici sono ben definite e strutturate, in particolar modo quella di Noctis, con il quale la Squarenix ha saputo sviluppare un personaggio davvero molto complesso: da un lato si ha la responsabilità di un uomo e dall’altro la spensieratezza di un ragazzo, che vorrebbe vivere la sua giovinezza come tutti quelli della sua età. L’ambientazione è moderna ed è molto calata con la realtà contemporanea, rendendo “Final Fantasy XV” uno dei titoli più realistici dell’intera saga.

Tetsuya Nomura, storico padre della saga, inizialmente avrebbe dovuto dirigere lui il quindicesimo capitolo ma durante la lavorazione ha ceduto il posto a Hajime Tabata. La colonna sonora è stata affidata a Yoko Shimomura e vi sono due canzoni: la noiosa “Somnus Nemoris” interpretata da Andrea Hopkins e una splendida versione di “Stand by me” interpretata da Florence & The Machine. Piccola chicca: è possibile acquistare nei negozi le musiche dei precedenti capitoli da poter ascoltare durante i viaggi in auto. A livello grafico le immagini sono davvero splendide e il gioco ha una fluidità davvero sorprendente, sia nel sistema di battaglia che durante le fasi di esplorazione o di semplice girovagare per le città, ricostruite nei minidi dettagli, specialmente la cittàdi Altissa, chiaramente ispirata a Venezia.

Mi è piaciuto “Final Fantasy XV”? Direi proprio di sì. Non è esattamente quel che mi aspettavo ma direi che la sorpresa è stata piacevolissima. A mio avviso uno dei migliori episodi dell’intera saga, sia a livello di storia, sia a livello di personaggi e sia a livello di gameplay. Per il momento non si vocifera nemmeno di un sedicesimo capitolo, anche perchè la Squarenix deve completare quanto prima il terzo capitolo di “Kingdom Hearts” ma se siete fan della saga di “Final Fantasy” non potete lasciarvi scappare questo titolo, perchè è valso davvero la pena aver aspettato tutti questi anni per le avventure del principe Noctis e dei suoi amici.

Voto al videogioco: 9+

 

 

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Pasqua amara 2017

Oggi non pubblicheró immagini di auguri per la Pasqua, non me la sento. Con quello che sta accadendo nel mondo, abbiamo davvero poco da festeggiare. Tra la Cecenia, la Siria, le città europee dove i fanatici uccidono gli innocenti e quel che sta per accadere in tutto il mondo, voglio solo chiedere a Dio di non abbandonarci, perchè mai come in questo periodo il mondo ha bisogno di Lui.

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L’orrore della Cecenia

Agli inizi di Aprile la notizia aveva cominciato a circolare, purtroppo le certezze sono aumentate: in Cecenia vi sono i campi di concentramento per gli omosessuali. Sinceramente non volevo crederci e ho sperato si trattasse dell’ennesima bufala che girava in rete. Purtroppo le mie speranze sono state distrutte da terribili certezze. Il settimanale indipendente russo “Novaya Gazeta”  in un’inchiesta ha accusato le forze dell’ordine di aver trattenuto illegalmente, abusato, torturato e anche ucciso persone sospettate di omosessualità. Il presidente Ramzan Kadyrov, tramite il suo portavoce, ha risposto che ciò non è possibile, in quanto in Cecenia non vi sono omosessuali: sì, e se guardano in alto vedono Mary Poppins volare di camino in camino. Amnesty International in sole 48 ore ha raccolto almeno 20 milioni di adesioni per fermare questo scempio: io spero che intervenga l’ONU con una soluzione davvero drastica, perchè questo al giorno d’oggi non è più tollerabile. Poco più di 70 anni fa il mondo si è tolto dalle palle quel mostro di Hitler ma l’orrore dei campi di concentramento, in cui milioni di ebrei hanno perso la vita e la dignità, è rimasto nella memoria anche di chi non ha vissuto fortunatamente quel periodo. La storia si sta ripetendo: fate in modo che non continui, vi prego!!!

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Underworld: blood wars

Selene (Kate Beckinsale) vive la sua vita fuggendo sia dai lycans che dai vampiri, che la considerano una traditrice. Unico a darle sostegno è David (Theo James), in debito con lei per averle salvato la vita. Ma la guerra fra vampiri e lycans non si placa e questa volta i lupi mannari sono guidati da Marius (Tobias Menzies), un potente stratega. Secondo le indicazioni della vampira Semira (Lara Pulver), il consiglio richiama Selene e David alla casata, offrendole la grazia in cambio dell’addestramento di nuove reclute per la prossima battaglia.

“Underworld: blood wars” è il quinto capitolo della fortunata saga, quarto nella storyline dato che “Underworld: la ribellione dei lycans” è un prequel. Diretto da Anna Foerster, qui al suo primo lungometraggio, “Underworld: blood wars” in parte delude le aspettative dei fans. Innanzitutto eventuali sviluppi del personaggio di Selene, che qui sembri passare in secondo piano a favore del personaggio di David, protagonista di rivelazioni importanti e inaspettate. Per quel che riguarda le new entry, diciamo pure che è un piattume totale e le scene di azione, che si svolgono per lo più verso la fine del film, non rendono giustizia a una delle saghe più cult del cinema horror. A mio avviso il film risulta un po’ troppo corto: secondo me si sarebbe potuto allungare un bel po’ per eventuali sviluppi sul personaggio di Selene, lasciato davvero troppo in secondo piano. Ma tutto sommato come quinto episodio è abbastanza guardabile, grazie anche alla fotografia di Karl Walter Lindenlaub, che ha riproposto i toni cupi del primo episodio, che nel riuscito episodio precedente invece erano diventati abbastanza caldi. Spero davvero in un prossimo capitolo con più sviluppi, anche perchè da “Underworld: blood wars” si potrebbe cominciare un nuovo ciclo.

Giudizio critico cinematografico: sangue e onore

Voto al film: 6-

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Il concerto di Marina Rei

Giovedí sera sono stato al concerto della grande Marina Rei e, visto che è un po’ che non ne faccio, stavo pensando di farne una trashcronaca ma poi ho cambiato idea, perchè non avrebbe reso giustizia al talento della cantautrice romana. Appena entro nel teatro, capisco che questo concerto acustico sarà musicalmente molto essenziale: sul palco una batteria, una chitarra, un pianoforte e un microfono, basta. Dopo il bravissimo supporter, Marina guadagna il palco assieme al suo talentuoso violoncellista, che l’accompagnerà nell’esecuzione di tutti i brani. Sono solo lei, lui e la sua musica. Si parte con la struggente “Noi” ed è subito emozione allo stato puro, lo vedo negli occhi della mia amica che mi ha accompagnato e che conosce solo alcune delle sue canzoni. Marina si alterna ai tre strumenti sul palco e canta di fila le 22 canzoni in scaletta, vestendole di nuovo e rendendole più intime, quasi come se volesse sussurrarle al pubblico in sala. Il pubblico assiste in silenzio, non canta assieme a lei ma solo perchè ha paura di interrompere quel momento così magico. “Primavera, “Al di là di questi anni”, “T’innamorerò”, “E mi parli di te”, “I miei complimenti”, “Un inverno da baciare”, “Fammi entrare”, “Il giorno della mia festa”, “Musa”, “Portami a ballare” e tante altre ci accompagnano per quasi due ore, che scorrono via velocemente. Io l’ho preferita alla batteria, dove ha davvero fatto vedere di cosa sia capace, specialmente nell’esecuzione di “Inaspettatamente”. Parla poco MArina col suo pubblico ma questo perchè è visibilmente emozionata: è a Roma, la sua città, il pubblico qui ha un effetto particolare su di lei, preferisce i fatti alle chiacchiere. Ma per quel poco che ha detto, per lei fare musica è come respirare e noi lì eravamo la sua aria. Sono davvero contento di esserci andato, perchè non sono stato al concerto di una cantante e basta: ho visto un’artista, una donna, una mamma, una persona meravigliosa. E voglio ringraziarla per avermi accompagnato negli ultimi 20 anni con le sue splendide canzoni.

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