Infallibili strategie di marketing

La notizia è di qualche giorno fa. Un’attività di ristorazione ha negato il servizio a due transessuali, non perchè fossero vestite in maniera poco consona ma solo in quanto tali. In seguito sulla loro pagina Facebook è comparso questo. Ovviamente la pagina è stata invasa di recensioni pessime, anche se nessuno ha assaggiato le specialità del posto. Io mi sono astenuto dallo scrivere qualcosa ai gestori dell’attività, perchè credo che tante altre persone ci abbiano già pensato senza mezzi termini. Il punto è sempre lo stesso: voi siete liberi di comportarvi nella maniera che ritenete più idonea, basta che dopo sappiate accettare tutte le conseguenze del caso. E complimenti per le vostre strategie di marketing: forse pensate che nel bene o nel male basta se ne parli ma io, se avessi un’attività, vorrei se ne parlasse solo bene.

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Buon Ferragosto

 

Al volo voglio augurare a tutti una splendida giornata di Ferragosto, da passare con chi volete più bene e con una quantità smodata di cibo e alcool. Vi dico solo che per decenza non pubblicherò su Facebook le foto del modesto pranzo di casa mia…

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L’ipocrisia in una app

 


Mi stavo chiedendo come mai le cose ne mondo dei social media non stessero andando peggio di così. Niente paura: anche in Italia è arrivato “Sarahah”. Trattasi di una app in cui in forma anonima si può scrivere la qualunque in forma anonima allo sfortunato che ha avuto la brillante idea di iscriversi, potendogli dire tutto quello che vi passa per la testa ma per cui non avrete mai palle a sufficienza per dirlo al diretto interessato. Il trionfo dell’ipocrisia e, aggiungerei, la morte di quel che restava dei rapporti sociali. Questa app è nata in Arabia, se non sbaglio il nome stesso dovrebbe essere una parola di origine araba, ha avuto l’anno scorso largo impiego in Egitto e questa estate è arrivata pure da noi. Immagino l’uso smodato che ne verrà fatto, soprattutto da quelle persone che scambiano Facebook per la vita reale e che lanciano messaggi di rabbia indirizzati a non si sa chi. Se prima non avevate le palle per dire le cose in faccia, adesso avrete una app che le tirerà fuori per voi e in forma anonima. Complimenti veramente.

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Gli incomprensibili standard di Facebook

Giuro che non capirò mai gli standard della comunità di Facebook. Mi spiego meglio. Il sottoscritto ha avuto il profilo bloccato per 24 ore per aver scritto a una di farsi due gargarismi con l’acetone: commento segnalato, cancellato e profilo sospeso. Ok, a posto cosí, ho passato 33 anni senza Facebook, penso che 24 ore senza ci posso stare. Quel che non capisco ancora però è come mai molte pagine o profili con contenuti altamente xenofobi, omofobi e violenti da me segnalati rispettino tali standard. Non vedo perché io debba essere stato sospeso per una frase del genere mentre uno possa permettersi di inveire contro altre persone facendone una questione di razza. A mio avviso gli standard della comunità dovrebbero essere rivisti, visto che qualcuno ha molta confusione in testa.

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Baby Boss

La vita perfetta di Tim (Miles Bakshi) viene sconvolta quando i genitori portano a casa il nuovo fratellino (Alec Baldwin), che gli ruba tutte le attenzioni dei suoi genitori. Ma Tim si accorge che c’è qualcosa di strano nel nuovo arrivato e la conferma la ottiene quando lo sente parlare al telefono col suo capo: il bebè è in realtà una spia in incognito!!!

Ho visto “Baby Boss” con un bel po’ di ritardo ma ho approfittato della promozione al cinema per recuperarlo. Diretto da Tom McGrath (“Madagascar”, Madagascar 2″, “Megamind”) e distribuito dalla Dreamworks, “Baby Boss” è una pellicola rivolta non solo ad un pubblico molto giovane ma anche più adulto, poichè vengono sviscerate attraverso una serie di esilaranti gag i problemi che possono nascere in una famiglia, quando arriva un nuovo membro. La gelosia, il senso di abbandono, la consapevolezza di non essere più il solo nel cuore di qualcuno vengono analizzati attraverso gli occhi del protagonista, un bimbo di 7 anni con una fervida immaginazione, che trova largo spazio nelle bellissime e coloratissime sequenze animate. Molto buono il ritmo del film, che non annoia mai e fa capire a grandi e piccini quale sia davvero il nostro ruolo con le persone con cui vivmao e amiamo. Davvero notevole poi la colonna sonora firmata da Hans Zimmer.

Giudizio critico cinematografico: attenti al pupo!!!

Voto al film: 7

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Beyblade

Per la rubrica dedicata ai cartoni animati, che ho tralasciato un po’, oggi vi parlo di “Beyblade”. Takao è un accanito giocatore di beyblade, trottole molto speciali. Un giorno riceve il bit power Dragoon e grazie a questo vince il campionato nazionale. Il presidente quindi decide di formare una squadra con i primi quattro classificati in vista del campionato mondiale. Takao quindi parte in giro per il mondo assieme a Rei, Hai e Max per sfidare nuovi e potenti avversari.

“Beyblade” è un anime prodotto dalla Madhouse e tratto dall’omonimo manga. Gli scontri fra le trottole con i bit power che raffigurano un animale di sicuro a molti potrebbero far ricordare gi incontri dei Pokemon, cosa che a mio avviso è assolutamente vera: infatti “Beyblade” ricalca un po’ sulla falsariga l’anime dei mostri tascabili. Ciononostante “Beyblade” risulta meno scanzonato e più serioso, con argomenti che vanno dalla crescita interiore all’amicizia e ai rapporti interpersonali, delegando gli scontri in un secondo piano, anche se alcuni sono davvero avvincenti.

L’anime è stato ovviamente oggetto di una grande campagna di merchandising e di organizzazioni di tornei veri e propri in alcune fumetterie. L’anime è composto di tre serie: “Beyblade”, “Beyblade V Force ” e “Beyblade G-Revolution”, ai quali si aggiunge uno spin off intitolato “Beyblade Metal Fusion”, composto da ben quattro stagioni.

In Italia la prima stagione di “Beyblade” è andata in onda su Italia 1 nel 2003, riuscuotendo un buon successo di pubblico, cavalcando anche l’entusiasmo verso i Pokemon che in quel periodo erano al massimo della loro notorietà anche nel nostro Paese. In seguito tutte le altre stagioni e gli spin off sono state mandate in onda sempre prima su Italia 1 e in seguito sui vari canali satellitari, riscuotendo però un tiepido successo rispetto alla prima serie.

La prima sigla di “Beyblade” è stata cantata da Giorgio Vanni, così come quella della seconda stagione usata anche per la terza. Pezzo molto rocchettaro che ho apprezzato molto, anche se nello stile di Giorgio Vanni le sigle tendono ad usare sempre la stessa base musicale. Tuttavia credo si tratti di una buona sigla, sicuramente una delle più belle di quel periodo.

Voto al cartone: 7

Voto alla sigla: 7+

 

 

 

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Molly

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi son reso conto che non vi ho ancora parlato di Molly. Questa palla di pelo che vedete nella foto da Gennaio è entrata a far parte della nostra vita. Dopo Chica ci eravamo promessi di non volere più un cane con noi. Ma l’amore che Chica ci ha lasciato era davvero troppo grande per poterlo tenere tutto dentro di noi senza riversarlo su altre quattro zampe. Questa foto l’ho scattata a Marzo, ora Molly ha 9 mesi ed è un’adorabile peste come non ne avevamo da tempo. Scommetto che papà l’avrebbe adorata e viziata come non mai. Non dimenticherò mai Chica, Kyra, Bianca, Assia e tutti gli altri amici pelosi che hanno reso casa nostra un posto meraviglioso. Non te l’ho ancora detto: Molly, benvenuta in questa gabbia di matti!!!!

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